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lunedì 3 settembre 2012

Disoccupazione in Sardegna al 15% nel secondo trimestre 2012

Secondo L'Istat la disoccupazione in Sardegna è salita dal 13% del secondo trimestre del 2011 al 15% del 2012. Nel secondo trimestre, in media, hanno lavorato 606 mila sardi, mentre altri 107 mila erano alle prese con la ricerca di un'occupazione. L'occupazione tiene grazie al lavoro stagionale legato al turismo e agli ammortizzatori sociali che hanno mantenuto al lavoro 20 mila persone. Cresce il lavoro precario: sempre nel secondo trimestre sono 67 mila i nuovi contratti a tempo determinato a fronte 42.500 contratti dello stesso tipo cessati. Cagliari, Carbonia-Iglesias e Medio Campidano sono i territori dove si è avuto il maggior calo di contratti a tempo indeterminato.

martedì 29 maggio 2012

Dopo il referendum si dimette Salvatore Cherchi, presidente della provincia di Carbonia Iglesias

Il presidente della provincia di Carbonia Iglesias, Salvatore Cherchi ha comunicato le sue dimissioni al presidente del consiglio provinciale a seguito della pubblicazione sul Buras dei decreti del presidente della regione che dichiarano l'esito dei referendum che aborgano le province sarde.
Cherchi aveva già annunciato la sua intenzione di dimettirsi all'indomani del voto referendario. A questo punto se entro venti giorni le dimissioni non verranno ritirate diverranno definitive e si darà inzio alle procedure per il conseguente commissarimamento dell'ente.

sabato 13 agosto 2011

Le province in Sardegna: un assurdo costo da abolire. Ma la casta politica può opporsi

Se venisse applicato in Sardegna, il criterio introdotto dal governo che prevede l'accorpamento delle province con meno di 300000 abitanti lascerebbe in vita solo le province di Cagliari e Sassari cancellando le restanti: Nuoro, Olbia Tempio, Oristano, ( queste però con la norma del decreto di salverebbero in quanto aventi un estensione superiore a 3000 km quadrati) Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias. Ma alla Sardegna come Regione a Statuto speciale è assegnata una competenza legislativa esclusiva in materia di "ordinamento degli enti locali e relative circoscrizioni" (art 4 lettera b Statuto). Lo Statuto è una norma di rango costituzionale e già la Consulta ha riconosciuto alla Regione la competenza nell'istituzione di nuove province. Dunque il Consiglo regionale potrebbe opporsi e derogare a quanto stabilito dal decreto del governo, mantenendo in vita tutte le province e i 98 comuni con meno di 1000 abitanti esistenti nell'isola.
Fatte salve queste considerazioni di diritto, sarebbe opportuno provvedere alla cancellazione delle province, costosi carrozzoni burocratici utili a distribuire poltrone a politici trombati e posti di lavoro pubblici a clienti e ruffiani dei partiti. Non a caso la norma che nel 2001 istituì quattro nuove province fu approvata con voto bipartisan. Non è accettabile che una Regione di un milione e mezzo di abitanti abbia otto province e un Consiglio regionale di 80 membri, un numero pari alla Lombardia e inferiore solo alla Sicilia, entrambe molto più popolate della Sardegna. E' giunto il momento che la casta politica sarda dia un taglio ai suoi privilegi e ritorni sulla terra per confrontarsi con i problemi quotidiani dei comuni mortali.

mercoledì 8 dicembre 2010

La regione Sardegna cofinanzierà i grandi eventi per il Capodanno nell'isola

La Regione finanzierà finanzierà le feste di capodanno delle principali località Sarde. E'quanto annunciato dall'assessore al turismo Luigi Crisponi. Cagliari, Alghero, Olbia e Castelsardo godranno di un cofinanziamento regione sino al 50% delle spese sostenute, e per un massimo di 100 mila euro. Il tetto massimo del finanziamento sarà di 50 mila euro ( sempre per la metà delle spese rendicontate),sarò invece disponibile per le città di Sassari,Oristano, Nuoro, Iglesias, La Maddalena e Palau .
Lo scopo è quello di stimolare l'attrattiva turistica dell'isola nel periodo di bassa stagione.