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sabato 17 settembre 2011
Tiscali taglia 130 posti di lavoro e vende la sede di sa Iletta
Gli effetti della crisi si manifestano anche su Tiscali che si trova in una situazione non florida con la crescita dell'andamento e la prevista riduzione dei ricavi. La società telefonica di Renato Soru annuncia la messa in cassa integrazione di 130 dipendenti: sono 7 i milioni di euro che la società sarda preannuncia di risparmiare dai tagli alla struttura dirigenziale ( per 1 milione di euro) e dalla altre aree aziendali. Che la situazione non sia florida è testimoniato anche dalla volontà di cedere la sede di Sa Iletta a un fondo immobiliare: un operazione che dovrebbe portare un ricavo di 20 milioni.
venerdì 22 aprile 2011
Saatchi: assolto Soru nel processo di primo grado
Il tribunale di Cagliari ha assolto in primo grado l'ex presidente della Regioen Sardegna Renato Soru dall'accusa di turbativa d'asta e abuso d'ufficio nel processo Saatchi riguardante le presunte irregolarità' nell'appalto per la pubblicita' istituzionale della Regione. Secondo i giudici cagliaritani il fatto non sussiste Assolti anche Fabrizio Caprara, Ad dell'agenzia Saatchi&Saatchi, e i fratelli Marco e Sergio Benoni del consorzio Sardegna Media Factory.
lunedì 7 marzo 2011
Tuvixeddu: il consiglio di Stato dice no al cemento sulla necropoli punica
Sul colle cagliaritano di Tuvixeddu sorge la più importante ncreopoli punica d'Europa. Questo tesoro archeologico rischiava di essere soffocato da colate di cemento , come previsto dal piano urbanistico della Iniziative Coimpresa Srl in accordo con il Comune di Cagliari. Il consiglio di Stato ha ribaltato la precedente sentenza del Tar favorevole ai costruttori stabilendo la legittimità del vincolo di 50 ettari su Tuvixeddu e Tuvumannu posto dalla Giunta regionale di Soru, pienamente giustificato dalla necessità di difendere l'inttegrità storica e paesaggistica dell'area archeologica.
domenica 29 novembre 2009
Che fine hanno fatto i trasferimenti dallo Stato alla Regione Sardegna?
Le forze politiche si dividono sui soldi dei trasferimenti dallo Stato alla Regione sardegna. Che fine hanno fatto il surplus delle entrate previste dall'intesa Prodi-Soru del 2006? Il PD sollecita una mobilitazione generale perchè siano rispettati gli accordi stipulati tre anni fa. Per il deputato PDl Mauro Pili invece quell'intesa era un imbroglio perché mancano del tutto i connessi regolamenti attuativi. Tuttavia anche Pili chiede che il governo faccia chiarezza sulle disposizioni contenute nella Finanziaria 2007 in materia di nuove entrate per la Sardegna; inoltre vien sollecitata "l'immediata attuazione al trasferimento delle risorse compensative, oltre un miliardo per la sanità, al fine di evitare che la Regione sia gravemente esposta sul piano finanziario"
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martedì 17 novembre 2009
La corte di giustizia europea boccia la tassa sul lusso di Soru
Nuova bocciatura per la tassa sul lusso imposta dalla Giunta Soru nel 2006 su scali turistici di imbarcazioni e aerei a carico di soggetti non residenti nell'isola. La Corte di giustizia europea del Lussemburgo ha stabilito che la tassa è illegittima perché viola le norme comunitarie essendo in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi. La legge era stata già cancellata con la finanziaria 2009 della Giunta Cappellacci.
domenica 25 ottobre 2009
Gli ecomostri dell'ambientalista Soru. Il lato oscuro della legge salva coste
Sono giorni di polemiche per il piano casa di Cappellacci dipinto come un tentativo di cementificazione delle coste sarde che cancellerebbe quanto di buono fatto dalla legge salvacoste di Soru. Ma le cose stanno proprio così? In realtà il provvedimento assunto dalla giunta di centrosinistra accanto al divieto di inedificabilità fino ai 300 metri dalla costa prevedeva di poter stabilire delle intese con i Comuni in deroga a quella stessa regola. Ciò non solo rendeva sostanzialmente inefficaci le norme a tutela dell'ambiente ma introduceva un criterio di arbitrarietà che consentiva di fare eccezioni all'apparente rigida ambientalista per gli amici o i compagni di partito. Un esempio di cosa sia la legge salva costa ci viene dato da ciò che dovrebbe accadere a La Maddalena. Qui grazie a un intesa sottoscritta tra comune ( guarda caso in mano al centrosinistra) e la giunta Soru il 20 marzo 2008 sono stati approvati undici progetti edilizia che prevedono una serie di eco-mostruosità da lasciare interdenti. Basta citarne alcune: nell'isola di Caprera ( l'isola di Garibaldi dove dovrebbe esserci un divieto assoluto di inedificabilità è stato autorizzato un villaggio vacanze a sostituire dei bungalow in legno con strutture permanenti in muratura; nell'isola di Santo Stefano dove non 'era un metro di cubatura è stata prevista la costruzione di un albergo con centinaia di stanze a 200 metri dal mere; nell'isola principale dell'arcipelago maddalenino è stata data un altra autorizzazione a un centro vacanze a sostituire capanne di legno con strutture in cemento e l'ampliamento di due alberghi che si trovano a 50 e a 150 metri dal mare. E si potrebbe proseguire oltre.
Dove ci sono interessi privati da tutelare ecco che la tutela dell'interesse pubblico e il rigore ambientalista di Soru hanno ceduto il passo.
giovedì 9 aprile 2009
La Giunta Soru non ha speso finanziamenti per 7 miliardi di euro
Secondo i dati riepilogativi stilati dalla Ragioneria regionale per il 2008, la Giunta Soru non avrebbe speso 7 miliardi che erano regolarmente a disposizione per delle opere pubbliche. Ogni anno, la Regione si impegna a spendere, mentre alla fine dei dodici mesi ci si confronta con la differenza fra impegni (di spesa) e pagamenti effettivi. L'impegno è uno stanziamento per un acquisto, o per un finanziamento, mentre il pagamento si ha quando è proprio la Ragioneria a emettere i fondi. Se la Regione impegna la risorsa, ma non la spende, quella risorsa va a residuo.
sabato 28 marzo 2009
Soru e Cabras ancora ai ferri corti
Durante un convegno organizzato da Arturo Parisi per analizzare i dati elettori della sconfitta del PD alle regionali nuovo sconytro tra Renato Soru e il leader dei dissidenti Antonello Cabras. L'analisi politica di quest'ultimo è stata chiara: "Che avessimo difficoltà con l'opinione dei sardi era chiaro già un anno fa e forse dovevamo capirlo fin dalle Comunali 2007". Stavolta, «avremmo dovuto fare la coalizione più ampia possibile». E per il futuro «dovremo valutare se quel che proponiamo incontra abbastanza il senso comune. Berlusconi lo fa, non vince solo grazie alle tv» la replica di Soru non si è fatta attendere: l'ex presidente della regione afferma che la sua lista ha tenuto ma che è stata la coalizione ad aver perso il 18% dei consensi.
Poi il battibecco con Cabras: «Non sono d'accordo con te, Antonello, sembra che tu voglia dire io l'avevo detto ». «Resta il fatto che l'avevo detto», lo interrompe il senatore. «Beh», riprende Soru, «se uno la predica troppo, una profezia può anche autoavverarsi».
Poi il battibecco con Cabras: «Non sono d'accordo con te, Antonello, sembra che tu voglia dire io l'avevo detto ». «Resta il fatto che l'avevo detto», lo interrompe il senatore. «Beh», riprende Soru, «se uno la predica troppo, una profezia può anche autoavverarsi».
mercoledì 25 marzo 2009
Renato Soru rilancia la sfida politica. Puntando sulla nostalgia per il passato.
Renato Soru rilancia il suo impegno politico. Dopo un mese di silenzio a seguito della sconfitta elettorale chiama a raccolta i suoi fedeli per la nascita della nuova associazione Sardegna Democratica, "attraverso la quale organizzare i nostri incontri, la discussione, il lavoro di approfondimento delle nostre proposte, la vigilanza attiva e il controllo democratico dell’attività di governo della destra." L'obiettivo è quello della conquista del Partito Democratico sardo e Soru ancora una volta mira a proporsi come sostenitore più credibile per "le istanze della Sardegna, prima fra tutte la difesa del suo irripetibile ambiente, da noi tutelato perché unica ricchezza di cui disponiamo per costruire opportunità di lavoro e di benessere".
L'ex presidente della Regione riparte dal passato dunque: da quel programma che è stato inequivocabilmente rifiutato dall'elettorato sardo. Dando appuntamento ai suoi sostenitori nella natia Sanluri Renato Soru sembra voler giocare la carta della fede in un progetto piuttosto che sulla ragionevole possibilità di realizzarlo. Per capire se le sue strategie avranno possibilità di successo consentendogli di rimanere a galla politicamente sara determinante sciogliere gli interrogativi sul consenso di cui dispone e sul mantenimento delle protezioni nel partito a livello nazionale che gli avevano consentito di ridurre al silenzio le opposizioni interne. Ben difficilmente queste ultime però saranno disposte a subire come in passato.
L'ex presidente della Regione riparte dal passato dunque: da quel programma che è stato inequivocabilmente rifiutato dall'elettorato sardo. Dando appuntamento ai suoi sostenitori nella natia Sanluri Renato Soru sembra voler giocare la carta della fede in un progetto piuttosto che sulla ragionevole possibilità di realizzarlo. Per capire se le sue strategie avranno possibilità di successo consentendogli di rimanere a galla politicamente sara determinante sciogliere gli interrogativi sul consenso di cui dispone e sul mantenimento delle protezioni nel partito a livello nazionale che gli avevano consentito di ridurre al silenzio le opposizioni interne. Ben difficilmente queste ultime però saranno disposte a subire come in passato.
venerdì 20 marzo 2009
Soru rientra in Tiscali. Il problema dell'incompatibilità con il ruolo di Consigliere regionale
Il consiglio di amministrazione di Tiscali ha deliberato il rientro nello stesso c.d.a di Renato Soru. Questo determinerà le cessazione dell'incarico fiduciario con cui Soru cedeva il controllo delle azioni a Gabriele Racugno e la corrispondente situazione di incompatibilità determinata dalla Statura tra chi detiene «direttamente o indirettamente il controllo o la proprietà di società per azioni quotate» e l'incarico di consigliere regionale.
«In questo momento - afferma il suo legale Giuseppe Macciotta - ritengo che l'articolo 27 della statutaria sia temporaneamente inefficace, nell'attesa che la costituzione della consulta di garanzia (ossia l'organo istituito dallo stesso articolo per vigilare sui casi di incompatibilità, ma ancora inesistente) ne completi l'operatività»
«In questo momento - afferma il suo legale Giuseppe Macciotta - ritengo che l'articolo 27 della statutaria sia temporaneamente inefficace, nell'attesa che la costituzione della consulta di garanzia (ossia l'organo istituito dallo stesso articolo per vigilare sui casi di incompatibilità, ma ancora inesistente) ne completi l'operatività»
sabato 14 marzo 2009
Caso Saatchi: il gup chiede il rinvio a giudizio di Renato Soru
Il gup del tribunale di Cagliari ha chiesto il rinvio a giudizio per Renato Soru nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto per la pubblicità isituzionale della Sardegna, vinto inizialmente dalla Saatchi & Saatchi e poi annullato per l'accertamento di irregolarità nello svolgimento della gara. le accuse rimangono quelle inizialmente formulate: abuso d'ufficio e turbativa d'asta. Secondo l'accusa sarebbe stato proprio Soru che avrebbe convinto i mebri della commisioni a conferire la''palto alla Saatchi inizialmente perdente. Soru dovrà comparire davanti al gup, l'11 giugno pochi giorni prima delle elezioni europee.
sabato 21 febbraio 2009
Saatchi: un altro pattegiamento per l'asta truccata sulla pubblicità della regione Sardegna
Il quadro del caso Saatchi & Saatchi si va sempre più chiarendo: un membro della commissione giudicatrice dell'appalto da 56 milioni di euro per la pubblicità istituzionale della Regione Sardegna riconosce le sue colpe. Si tratta dell'ingegnere messinese Letterio Bernava ha patteggiato una pena per falso e ha ammesso le sue responsabilità confessando che la graduatoria venne modificata manipolandola per favorire la Saatchi. Si tratta del secondo patteggiamento dopo quello del segretario della commissione Carlo Sanna che ha patteggiato una pena pecuniaria per falso.
venerdì 20 febbraio 2009
Finita l'era Soru i dipendenti regionali svelano il mobbing della Giunta uscente
( da L'unione sarda) Mentre ancora si contano gli ultimi voti, nei palazzi del potere si respira una nuova aria. Un'aria di sollievo. Di serenità. «Finalmente di normalità», dice subito il dirigente Marco Pinna, negli uffici dell'assessorato agli Enti Locali, in viale Trieste. La sconfitta di Renato Soru ha fatto saltare il coperchio che da quattro anni pesava sull'amministrazione regionale. Un autentico botto di liberazione. «Il clima di terrore è finito. Ora possiamo parlare apertamente, senza timori di ritorsioni o provvedimenti disciplinari. Speriamo di lavorare tutti, senza più discriminazioni e paure», dice senza enfasi Pinna: «Ci eravamo dimenticati della normalità, dell'educazione e della correttezza. Per quattro anni abbiamo vissuto una situazione esasperante con la Regione divisa in due. Da una parte i dipendenti, considerati in massa fannulloni e incompetenti, e dall'altra i convenzionati assunti dall'arrivo di Soru e piazzati in ogni posto che conta». Sino alla settimana scorsa gli uffici regionali erano off limit per i cronisti senza scorta ufficiale e veline degli addetti stampa. Oggi nessuno si spaventa più quando il giornalista tira fuori penna e taccuino. Spiega Marco Pinna: «Si sono create due strutture parallele, con i nuovi assunti a fare il lavoro dei normali dipendenti e i dipendenti a guardare o a pagare gli emolumenti per i convenzionati: Non c'è stata un'auspicabile integrazione, magari un rafforzamento di certi uffici, ma al contrario l'esautoramento totale dei dipendenti, dall'impiegato sino in alto. Tutti a eseguire in fretta e furia gli ordini che arrivavano ogni giorno dalla Giunta. Noi regionali uscivamo dall'ufficio con l'angoscia, il lavoro ci coinvolgeva nella vita privata».
SORRISI L'atmosfera di terrore denunciata dai sindacati e dietro le quinte a bassa voce da qualche coraggioso impiegato si è dissolta come d'incanto già martedì mattina quando la vittoria del centrodestra era ormai un dato di fatto. Ieri mattina negli anditi e negli uffici degli assessorati di viale Trieste e nel Palazzo di viale Trento (il regno di Soru) si vedeva la gente sorridere. Sembrava uno spot di Gavino Sanna per il neo presidente Ugo Cappellacci: «La Regione è tornata a sorridere». Il sorriso si vede sin dall'ingresso di vetro del palazzo che ospita Enti Locali, Urbanistica e Pubblica istruzione. Due impiegate fumano una sigaretta, cappotto sulle spalle. «Contente? Speriamo solo di riprendere a lavorare bene, secondo le nostre competenze. Noi siamo qui per concorso da otto anni, ma ci siamo ritrovate quasi disoccupate con l'arrivo dei convezionati».
CONVENZIONATI Ovvero - fuori dal burocratese - ingegneri, informatici, tecnici, chiamati a lavorare alla Regione come dipendenti di Sardegna.it, una società "in house". Sono 200, forse 250 distribuiti nei vari uffici e soprattutto al Ced, il centro elaborazione dati praticamente stravolto dal 2004. Un'interpellanza, datata 2 dicembre e firmata da undici consiglieri dell'opposizione, chiede al presidente Soru di fare chiarezza sulla società di servizi. Quindici punti per conoscere «per quali motivazioni l'amministrazione regionale, anzichè servirsi come sempre dei propri dipendenti, e in particolare di funzionari in possesso di specifiche professionalità, ha affidato alla società Sardegna.it la gestione di procedimenti amministrativi quali quelli relativi ad alcune gare di appalto e alcuni importanti servizi informatici».
MOBBING Riccardo Laconi, biologo, esperto di piante officinali, dall'Ersat è finito all'agenzia Laore che raccoglie gli enti cancellati. «Da quattro anni sono praticamente disoccupato», dice. Anche lui è tra i "mobizzati": «Avevo fatto la campagna elettore per Mauro Pili e quando sono tornato in ufficio non avevo più niente di cui occuparmi, circondato da consulenti esterni e senza più pratiche assegnate».
Trent'anni in Regione anche Gualtiero Teis, analista programmatore. Quando è andato in tilt il server di dominio della rete telematica dell'intero palazzo hanno chiamato lui per ripristinare il collegamento, mentre i supertecnici di Sardegna.it brancolavano nel buio. «Quando sono arrivati ci hanno emarginato al ruolo di osservatori, praticamente senza più lavoro. Così abbiamo trascorso quattro anni».
SORRISI L'atmosfera di terrore denunciata dai sindacati e dietro le quinte a bassa voce da qualche coraggioso impiegato si è dissolta come d'incanto già martedì mattina quando la vittoria del centrodestra era ormai un dato di fatto. Ieri mattina negli anditi e negli uffici degli assessorati di viale Trieste e nel Palazzo di viale Trento (il regno di Soru) si vedeva la gente sorridere. Sembrava uno spot di Gavino Sanna per il neo presidente Ugo Cappellacci: «La Regione è tornata a sorridere». Il sorriso si vede sin dall'ingresso di vetro del palazzo che ospita Enti Locali, Urbanistica e Pubblica istruzione. Due impiegate fumano una sigaretta, cappotto sulle spalle. «Contente? Speriamo solo di riprendere a lavorare bene, secondo le nostre competenze. Noi siamo qui per concorso da otto anni, ma ci siamo ritrovate quasi disoccupate con l'arrivo dei convezionati».
CONVENZIONATI Ovvero - fuori dal burocratese - ingegneri, informatici, tecnici, chiamati a lavorare alla Regione come dipendenti di Sardegna.it, una società "in house". Sono 200, forse 250 distribuiti nei vari uffici e soprattutto al Ced, il centro elaborazione dati praticamente stravolto dal 2004. Un'interpellanza, datata 2 dicembre e firmata da undici consiglieri dell'opposizione, chiede al presidente Soru di fare chiarezza sulla società di servizi. Quindici punti per conoscere «per quali motivazioni l'amministrazione regionale, anzichè servirsi come sempre dei propri dipendenti, e in particolare di funzionari in possesso di specifiche professionalità, ha affidato alla società Sardegna.it la gestione di procedimenti amministrativi quali quelli relativi ad alcune gare di appalto e alcuni importanti servizi informatici».
MOBBING Riccardo Laconi, biologo, esperto di piante officinali, dall'Ersat è finito all'agenzia Laore che raccoglie gli enti cancellati. «Da quattro anni sono praticamente disoccupato», dice. Anche lui è tra i "mobizzati": «Avevo fatto la campagna elettore per Mauro Pili e quando sono tornato in ufficio non avevo più niente di cui occuparmi, circondato da consulenti esterni e senza più pratiche assegnate».
Trent'anni in Regione anche Gualtiero Teis, analista programmatore. Quando è andato in tilt il server di dominio della rete telematica dell'intero palazzo hanno chiamato lui per ripristinare il collegamento, mentre i supertecnici di Sardegna.it brancolavano nel buio. «Quando sono arrivati ci hanno emarginato al ruolo di osservatori, praticamente senza più lavoro. Così abbiamo trascorso quattro anni».
martedì 17 febbraio 2009
Elezioni in Sardegna: la vittoria di Cappellacci e le ragioni della sconfitta di Soru
L'analisi della vittoria di Cappellacci nasce prima di tutto dalle ragioni che hanno causato il tonfo di Soru. Mister Tiscali si è caratterizzato per una politica centralistica : le linee direttive della sua politica sono state portate avanti ignorando le istanze provenienti dal basso. Senza questo necessario coinvolgimento delle realtà locali anche provvedimenti dagli intendimenti meritori come la legge salva costa sono stati avvertiti come un imposizione burocratica slegata dai bisogni sentiti come reali dalle popolazioni. La politica di Soru è stata spesso anche pasticciata e poco trasparente: la vicenda Saatchi & Saatchi e la tassa sul lusso bocciata dalla Corte Costituzionale ne sono degli esempi illuminanti. Di fronte a questo modo discutibile di governare emergevano i primi dissensi: sarebbe stato logico consentire a essi di esprimersi liberamente in modo di verificare l'effettivo consenso del governatore da parte della base e prendere in considerazione la possibilità di trovare delle alternative a in vista delle elezioni. Invece, complice l'acquisto dell'Unità da parte di Soru, questo dibattito interno è stato soppresso sul nascere con l'emarginazione dei dissidenti. In questo modo non solo si è impedita la necessaria verifica preventiva dell'operato di Soru, ma la sua stessa figura veniva proiettata con la luce opaca tipica del centralismo democratico di marca autoritaria e le stesse voci dissonanti non potendo esprimersi apertamente remavano contro la candidatura Soru in maniera sotterranea.
Questi elementi sono sufficienti a comprendere come la vittoria di Cappellacci sia stata sopratutto un no alla politica di Soru. Capellacci dovrà dimostrare dunque di avere una sua identità, un suo spessore politico che lo possa identificare come un vero difensore degli interessi della Sardegna. E per questo dovrà necessariamente smarcarsi in parte dal principale artefice del suo successo: Silvio Berlusconi. Ma il Cavaliere consentirà al suo delfino di camminare da solo? Di sicuro i sardi non amano le persone eterodirette e se Cappellacci rimarrà nient'altro che un mero esecutore di volontà proveniente da Oltre Tirreno, è chiaro che il suo periodo di gloria terminerà in breve tempo e a lui sarà riservato lo stesso destino di Mauro Pili: l'oblio.
Soru riconosce la sconfitta
In una conferenza stampa Renato Soru ha ammesso la sconfitta e ha fatto gli auguri di buon lavoro al futuro presidente della giunta della Sardegna Cappellacci
sabato 14 febbraio 2009
Tra Cappellacci e Soru non resta che scegliere il meno peggio
La campagna elettorale che si è conclusa ieri è stata molto deludente. Cappellacci è apparso un candidato troppo dipendente da un Berlusconi onnipresente ai suoi comizi e qualora venga eletto c'è da chiedersi di quale grado di autonomia possa godere nell'esercitare il proprio ruolo. L'incognita sulla sua statura politica che aleggiava al momento della sua designazione si è a oggi persino accresciuta e con essa le perplessità di tenere ben salde le redini di una coalizione i cui luogotenenti scalpitano, finora tenuti a freno dalla leadership del cavaliere non certo dal carisma dell'aspirante governatore. Ciò nonostante alla fine Cappellacci potrebbe farcela grazie ai demeriti del presidente della Giunta uscente. Renato Soru nei cinque anni di mandato ha lasciato perplessi molti esponenti del suo stesso schieramento e si è guadagnato la ricandidatura in virtù più del credito di cui gode presso l'intellighenzia di sinistra a livello nazionale ( anche grazie all'acquisto dell'Unità), che per gli effettivi risultati raggiunti nella sua esperienza di governo. Soru ha impostato la sua campagna snobbando il suo avversario ed enfatizzando la sua presunta diversità da Berlusconi. In realtà però viste lo stato di difficoltà in cui versano le sue aziende non è improprio il sospetto che anche lui stia usando la politica come strumento per curare i propri interessi personali. Soru è però forte proprio nell'elemento in cui Cappellacci risulta più fragile: l'indipendenza dalle logiche di partito. Mentre la presenza di berlusconi per Cappellacci era indispensabile, per Soru Veltroni è stata nulla di più che un elemento di supporto che non ha certo messo in discussione l'autonomia del candidato del centro sinistra
Da figure così sbiadite non era certo lecito attendersi fuochi d'artificio per ciò che concerne i programmi. Tanto pompose nelle affermazioni di principio quanto fumose riguardo i sistemi concreti con cui realizzarle, le proposte dei contendenti non saranno certamente l'elemento che determinerà l'esito delle elezioni. A parte il solito zoccolo duro che darà il suo voto più per ragioni di fede ad essere decisiva sarà la scelta di coloro che esprimeranno razionalmente la preferenza a favore del meno peggio. O forse la bilancia penderà dalla parre di quello schieramento che vedrà tra le sue fila meno disillusi intenzionati a disertare le urne. Sarà infatti interessante verificare l'intensità dell'astensionismo e cercare di capire se esso coinvolgerà più elettori di sinistra o di destra.
Un'ultima riflessione: la scelta di non occuparmi degli schieramenti minori è dovuta non solo a ragioni di tempo ma anche dalla convinzione che essi in questa tornata elettorale non avranno alcun peso apprezzabile. E in politica le presenze velleitarie equivalgono alle assenze.
Da figure così sbiadite non era certo lecito attendersi fuochi d'artificio per ciò che concerne i programmi. Tanto pompose nelle affermazioni di principio quanto fumose riguardo i sistemi concreti con cui realizzarle, le proposte dei contendenti non saranno certamente l'elemento che determinerà l'esito delle elezioni. A parte il solito zoccolo duro che darà il suo voto più per ragioni di fede ad essere decisiva sarà la scelta di coloro che esprimeranno razionalmente la preferenza a favore del meno peggio. O forse la bilancia penderà dalla parre di quello schieramento che vedrà tra le sue fila meno disillusi intenzionati a disertare le urne. Sarà infatti interessante verificare l'intensità dell'astensionismo e cercare di capire se esso coinvolgerà più elettori di sinistra o di destra.
Un'ultima riflessione: la scelta di non occuparmi degli schieramenti minori è dovuta non solo a ragioni di tempo ma anche dalla convinzione che essi in questa tornata elettorale non avranno alcun peso apprezzabile. E in politica le presenze velleitarie equivalgono alle assenze.
venerdì 13 febbraio 2009
I programmi di Soru e Cappellacci su politiche sociali e sanità
Renato Soru dichiara che opererà nella sanità per il miglioramento delle strutture, per dare maggior ruolo alla ricerca, anche attraverso la valorizzazione secondo il merito, delle competenze scientifiche. Il centro sinistra sostiene come punto di forza il fatto che l'investimento regionale sulle politiche sociali è più che raddoppiato, passando dai 280 milioni di euro del 2004, ai 621 milioni di euro del 2008 con interventi riguardanti le politiche per la casa, il contrasto alla povertà, la costruzione di asili nido, la formazione della pubblica amministrazione. Soru si propone anche di dare maggior sostegno alle famiglie non solo proseguendo nell'incremento dei nidi, ma anche con assegni per le famiglie in difficoltà e appoggiando le adozioni e gli affidi. Previste anche delle politiche per favorire l'integrazione dei migranti.
La parola d'ordine di Cappellacci è più servizi alla persona, alle famiglie e sanità. un ruolo cardine dovrebbe averlo l'stituzione di un dipartimento per la famiglia alle dipende funzionali del Presidente della Regione con scopi, di programmazione, coordinamento, indirizzo e al monitoraggio delle strutture a sostegno delle famiglie. Vengono promessi interventi concreti per ciò che concerne la Tutela delle gestanti nei luoghi di lavoro, il miglioramento delle sale parto in tutte le strutture disponibili, lo sviluppo dei servizi di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, un piano casa che consenta di ridurre del 30% il costo di costruzione degli immobili con la possibilità di erogare contributi a fondo perduto , l'implementazione delle carceri per consentire una migliore qualità della vita ai detenuti.
Per la sanità il centro destra accusa Soru di aver assunto provvedimenti di facciata. Cappellacci intende riformare il sistema sanitario in modo da favorire la competitività interna ed esterna delle strutture e ridurre le liste di attesa dei cittadini attraverso anche la sempificazione e l'informatizzazione dei servizi offerti. Previsto anche l'introduzione nelle scuole di programmi di educazione sanitaria.
La parola d'ordine di Cappellacci è più servizi alla persona, alle famiglie e sanità. un ruolo cardine dovrebbe averlo l'stituzione di un dipartimento per la famiglia alle dipende funzionali del Presidente della Regione con scopi, di programmazione, coordinamento, indirizzo e al monitoraggio delle strutture a sostegno delle famiglie. Vengono promessi interventi concreti per ciò che concerne la Tutela delle gestanti nei luoghi di lavoro, il miglioramento delle sale parto in tutte le strutture disponibili, lo sviluppo dei servizi di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, un piano casa che consenta di ridurre del 30% il costo di costruzione degli immobili con la possibilità di erogare contributi a fondo perduto , l'implementazione delle carceri per consentire una migliore qualità della vita ai detenuti.
Per la sanità il centro destra accusa Soru di aver assunto provvedimenti di facciata. Cappellacci intende riformare il sistema sanitario in modo da favorire la competitività interna ed esterna delle strutture e ridurre le liste di attesa dei cittadini attraverso anche la sempificazione e l'informatizzazione dei servizi offerti. Previsto anche l'introduzione nelle scuole di programmi di educazione sanitaria.
giovedì 12 febbraio 2009
I programmi di Soru e Cappellacci sulla politica economica e sul lavoro
I programmi di Soru e Cappellacci sulle politiche del lavoro hanno molti elementi simili: maggiore attenzione agli aiuti a a una fiscalità agevolta per le imprese, rafforzamento delle infrastrutture ( opere viarie, depuratori, sistemi fognari), e in campo agricolo e artigianale valorizzazione della tipicità dei prodotti sardi. Soru pone l'accento sul recupero delle zone industriali depresse attraverso un processo di riconversione produttiva e sulla semplificazione delle procedure burocratiche per le imprese . Cappelacci vuole introdurre un bonus per i disoccupati e sistemi di ammortizzatori sociali che tutelino maggiormente coloro che perdono il lavoro. Evidente la distanza tra i due candidati per ciò che concerne i riflessi economici della gestione del territorio: la salva-coste e la tassa sul lusso che per Soru hanno avuto il merito di introdurre in Sardegna il concetto di "turismo sostenibile" per Cappellacci hanno invece imposto una decisa frenata allo sviluppo turistico dell'Isola
mercoledì 11 febbraio 2009
I programmi di Soru e Cappellacci sulla cultura e l'identità
Radicalmente diverso è l'approccio di Soru e cappellacci suylla cultura. Soru, sottolinea l'esigenza di dare valore alle bellezze e del patrimonio della Sardegna che costituiscono il vero museo a cielo aperto dell'Isola, e propone la creazione di una agenzia regionale che abbia lo scopo di coordinare le varie strutture, di garantire la professionalità del personale che vi opera e di fare opera di promozione nonché l'utilizzo della rete Internet per per diffondere i servizi culturali. Cappellacci contesta a Soru un atteggiamento troppo dirigista: le associazioni culturali che usufruiscono di contributi regionali devono acquisire maggiore autonomia e non essere dei meri bracci operativi della Regione. Viene criticata anche la validità del c.d "Master and Back", il piano che consentiva a giovani sardi esperienze formative all'estero, perché non finalizzato a consentire il rientro dei giovani cervelli nell'Isola. Cappellaci propoen di rinnovare la legge sullo spettacolo in modo da favorire una programmazione triennale degli interventi con il potenziamento del circuiti regionale e che si serva della rete per lo scambio di risorse umane tra le varie associazioni. Entrambi sostengono invece la valorizzazione della lingua sarda come elemento di identità culturale anche attraverso l'erogazioni di contributi e di incentivi
mercoledì 4 febbraio 2009
Berlusconi definisce Soru un fallito. I timori del Cavaliere e gli scheletri nell'armadio di Mister Tiscali
Silvio Berlusconi torna ad attaccare Renato Soru definendolo nel tg Studio Aperto un incantatore di serpenti: è una persona che ha fallito in tutto quello che ha fatto. Ha fallito come imprenditore, come politico e come governatore della Sardegna».
«Come imprenditore - ha detto il premier - ha messo su una azienda che è riuscita ad inanellare 11 anni di perdite continuative, per oltre tre miliardi di passività: incredibile, ma vero».
«come governatore, la Sardegna è arrivata al record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati: eppure c'è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi e a leggere i giornali di sinistra gli fanno dei monumenti; per non parlare dell'Unità, che è di sua proprietà, che lo incensa quotidianamente e che usa addirittura toni poetici nel presentarlo»
Dietro la violenza di questo attacco si nasconde il timore di Berlusconi che Soru possa diventare un avveersario davvero temibile anche in campo nazionale.
Detto questo la controreplica del candidato del centrosinistra non è del tutto convincente: «Diversamente da Berlusconi io non sono più un imprenditore e faccio politica a tempo pieno da cinque anni, ovvero mi occupo della gente, dei sardi e dei loro problemi.» Se non è davvero più un imprenditore percchè ha fatto il c.d blind trust e invece non ha provveduto a vendere le sue proprietà? e per quale motivo ha comprato L''Unità? Davvero si vuole credere che l'ha fatto in manier disinteressata?
«Come imprenditore - ha detto il premier - ha messo su una azienda che è riuscita ad inanellare 11 anni di perdite continuative, per oltre tre miliardi di passività: incredibile, ma vero».
«come governatore, la Sardegna è arrivata al record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati: eppure c'è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi e a leggere i giornali di sinistra gli fanno dei monumenti; per non parlare dell'Unità, che è di sua proprietà, che lo incensa quotidianamente e che usa addirittura toni poetici nel presentarlo»
Dietro la violenza di questo attacco si nasconde il timore di Berlusconi che Soru possa diventare un avveersario davvero temibile anche in campo nazionale.
Detto questo la controreplica del candidato del centrosinistra non è del tutto convincente: «Diversamente da Berlusconi io non sono più un imprenditore e faccio politica a tempo pieno da cinque anni, ovvero mi occupo della gente, dei sardi e dei loro problemi.» Se non è davvero più un imprenditore percchè ha fatto il c.d blind trust e invece non ha provveduto a vendere le sue proprietà? e per quale motivo ha comprato L''Unità? Davvero si vuole credere che l'ha fatto in manier disinteressata?
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