Se venisse applicato in Sardegna, il criterio introdotto dal governo che prevede l'accorpamento delle province con meno di 300000 abitanti lascerebbe in vita solo le province di Cagliari e Sassari cancellando le restanti: Nuoro, Olbia Tempio, Oristano, ( queste però con la norma del decreto di salverebbero in quanto aventi un estensione superiore a 3000 km quadrati) Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias. Ma alla Sardegna come Regione a Statuto speciale è assegnata una competenza legislativa esclusiva in materia di "ordinamento degli enti locali e relative circoscrizioni" (art 4 lettera b Statuto). Lo Statuto è una norma di rango costituzionale e già la Consulta ha riconosciuto alla Regione la competenza nell'istituzione di nuove province. Dunque il Consiglo regionale potrebbe opporsi e derogare a quanto stabilito dal decreto del governo, mantenendo in vita tutte le province e i 98 comuni con meno di 1000 abitanti esistenti nell'isola.
Fatte salve queste considerazioni di diritto, sarebbe opportuno provvedere alla cancellazione delle province, costosi carrozzoni burocratici utili a distribuire poltrone a politici trombati e posti di lavoro pubblici a clienti e ruffiani dei partiti. Non a caso la norma che nel 2001 istituì quattro nuove province fu approvata con voto bipartisan. Non è accettabile che una Regione di un milione e mezzo di abitanti abbia otto province e un Consiglio regionale di 80 membri, un numero pari alla Lombardia e inferiore solo alla Sicilia, entrambe molto più popolate della Sardegna. E' giunto il momento che la casta politica sarda dia un taglio ai suoi privilegi e ritorni sulla terra per confrontarsi con i problemi quotidiani dei comuni mortali.
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sabato 13 agosto 2011
giovedì 25 marzo 2010
La Plastwood di Calangianus verso il fallimento
A fine aprile si decide in tribunale il destino della Plastwood dei fratelli Tusacciu che alla fine degli anni 90 con il gioco dei mattoncini magnetici Geomag aveva sbancato i mercati di tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti e la fabbrica di Calangianus aveva dato lavoro a 200 dipendenti
Il progressivo declino fu causato dalla concorrenza di giochi simili prodotti a costi inferiori cinesi e da investimenti pubblicitari dissennati. I debiti avevano raggiunto i 70 milioni di euro e il piano di risanamento non ha ottenuto i risultati sperati. il fallimento sembra dunque inevitabile anche se Eduardo Tusacciu sembra intenzionato a proporre nuovi progetti imprenditoriali in Cina in collaborazioni con importanti società informatiche americane
Il progressivo declino fu causato dalla concorrenza di giochi simili prodotti a costi inferiori cinesi e da investimenti pubblicitari dissennati. I debiti avevano raggiunto i 70 milioni di euro e il piano di risanamento non ha ottenuto i risultati sperati. il fallimento sembra dunque inevitabile anche se Eduardo Tusacciu sembra intenzionato a proporre nuovi progetti imprenditoriali in Cina in collaborazioni con importanti società informatiche americane
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