I tre segretari territoriali di CGIL CISL e Uil hanno illustrato a Cagliari dati davvero inquietanti sulla situazione occupazionale della provincia. Calo del 18% in un anno nei consumi dei beni di prima necessità. Ci sono 5000 imprese in meno rispetto all'anno scorso e diecimila iscritti in più ai centri per i servizi del lavoro della provincia: il tasso di inattività dei giovani fino ai 35 anni è del 31%. Dal 2008 ad oggi un quarto degli addetti nell'edilizia non trova più lavoro. per i sindacati c'è crisi degli occupati negli appalti per il settore petrolchimico di sarroch industria che però continua a fornire migliaia di posti di lavoro.
A rischio migliaia di occupati nei call center che per di più prendono stipendi in media poco superiori ai 600 euro mensili. Nonostante la crisi del terziario cagliari mantiene nicchie di eccellenza nella sanità, nell'università e nella ricerca. Interessanti anche le prospettive di crescita nel turismo: disponibili per il parco di Molentargius 26 milioni di euro ma occorre un progetto di ampio respiro che vada oltre la valorizzazione del patrimonio naturalistico
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lunedì 9 gennaio 2012
lunedì 12 dicembre 2011
Sciopero generale anche a Cagliari e Sassari contro la manovra del governo Monti
Per lo sciopero generale di tre ore indetto da Cgil, Cisl e Uil manifestazioni anche a Cagliari e sassari contro la manovra di tagli e tasse del governo Monti e contro la politica economica della regione.
Il corteo del capoluogo sardo con seimila partecipanti è partito da Piazza del carmine davanti al Palazzo del goveno dove i segretari regionali delle confederazioni sindacali hanno spiegato le ragioni della protesta al prefetto di Cagliari, Giovanni Battista Tuveri per dirigersi sino agli studi Rai di viale Bonaria per chiedere di ottenere con un presidio massima visibilità anche nazionale all'evento cagliaritano. Manifestazione anche nel capoluogo turritano anche qui davanti alla prefettura in Piazza Italia.
Il corteo del capoluogo sardo con seimila partecipanti è partito da Piazza del carmine davanti al Palazzo del goveno dove i segretari regionali delle confederazioni sindacali hanno spiegato le ragioni della protesta al prefetto di Cagliari, Giovanni Battista Tuveri per dirigersi sino agli studi Rai di viale Bonaria per chiedere di ottenere con un presidio massima visibilità anche nazionale all'evento cagliaritano. Manifestazione anche nel capoluogo turritano anche qui davanti alla prefettura in Piazza Italia.
sabato 12 novembre 2011
La marcia dei 60000 per lo sciopero generale della Sardegna contro governo e Giunta
Erano attesi in 40000 a Cagliari per lo sciopero generale della Sardegna orgnizzato da CGIL, CISL e UIL e invece ne sono arrivati ben 60000. Lavoratori, precari, cassintegrati, studenti, disoccupati che hanno manifestato ieri per le vie del capoluogo per protestare contro l'iniquità della politica economica e finanziaria del governo nazionale e l'inadeguatezza della Giunta regionale e della classe politica sarda a far fronte al gravissimo stato di crisi in cui versa l'isola. Il corteo è partito alle 9 da piazza Giovanni XXIII e si è concluso a piazza Yenne per i comizi finali. In sardegna il tasso di disoccupazione è al 13% ma ci sono zone come il Sulcis in cui si raggiunge il 20%. E givedì in duemila si erano radunati sotto il palazzo della regione per esprimere la propria rabbia contro Equitalia, la società partecipata delle Agenzia delle Entrate che con i suoi metodi di riscossione rischia di mandare sul lastrico decine di migliaia di imprese sarde
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venerdì 6 maggio 2011
Anche in Sardegna la CGIL in sciopero
Sciopero generale della Cgil anche in Sardegna. Solito baletto di cifre: 3000 persone hanno manifestato tra Cagliari e Sassari secondo la questura, 7000 secondo gli organizzatori. L'unico dato certo riguarda la disoccupazione giovanile: il 44% dei sardi tra i 15 e i 24 anni è senza lavoro
sabato 30 ottobre 2010
I sindacati chiedono a Cappellacci una legge straordinaria anticrisi
Per i sindacati la finanziaria della Giunta Cappellacci di 6 miliardi e 800 milioni è insufficiente per affrotnare la crisi. Così come formulata la finanziaria serve solo a garantire il finanziamento ordinario della Regione. Cgil, Cisl e Uil chiedono la riapertura della vertenza con il governo per le entrate o in alternativa l'approvazione di un disegno di legge collegato alla finanziaria da approvare entro dicembre per affrontare i temi dell'occupazione e dello sviluppo
Programma straordinario per il lavoro sopratutto giovanile, nascita dell'agenzia per il reimpiego nelle aeree di crisi, rendite di cittadinanza, programma per istruzione e formazione: questi i pilastri dell'intervento anticrisi dei sindacati. Cappellacci ha ascoltato senza esprimere contrarietà ma invitando le parti sociali a contribuire lavorando negli appositi tavoli tematici.
Programma straordinario per il lavoro sopratutto giovanile, nascita dell'agenzia per il reimpiego nelle aeree di crisi, rendite di cittadinanza, programma per istruzione e formazione: questi i pilastri dell'intervento anticrisi dei sindacati. Cappellacci ha ascoltato senza esprimere contrarietà ma invitando le parti sociali a contribuire lavorando negli appositi tavoli tematici.
sabato 6 febbraio 2010
Sciopero generale a Cagliari: la Sardegna scende in piazza per il lavoro
50000 sardi a Cagliari per manifestare per il lavoro in occasione dello sciopero generale indetto da CGIL, CISL e UIL. Un corteo lungo più di due chilometri che ha attraversato il centro del capoluogo isolano. in testa al corteo gli operai dell'Alcoa di Portovesme, VInyls di Portorres; equipolymers di Ottana: aziende la cui sorte produttive è a rischio. Negli ultimi anni nell'industria si sono persi 20000 posti di lavoro; 100000 sardi vivono grazie agli ammortizzatori sociali, 300000 sono al di sotto della soglia della povertà. Da queste cifre il grido di dolore di un isola che non vuole essere messa ai margini.
martedì 12 gennaio 2010
Il 5 febbraio lo sciopero generale dei sindacati sardi
Il prossimo 5 febbraio si svolgerà lo sciopero generale in Sardegna. Lo hanno deciso CGIL, CISL e UIL. La situazione dell'economia sarda è drammatica: ultimo atto la crisi dell'Alcoa con l'annuncio della cassa integrazione per i lavoratori di Portovesme. Si chiede un cambio di politica che riconosca la specificità sarda all'interno della questione meridionale. Ma il presidente cappellacci respinge qualsiasi tentativo di scaricare le responsabilità sull'attuale Giunta e in una nota sottolinea come le debolezze infrastrutturali dell'Isola dipendano sopratutto dalle scelte del passato.
lunedì 19 ottobre 2009
I lavoratori dell'ex Base Usa de la Maddalena contro il progetto di ricollocamento lontano da Olbia e Tempio
Il ministero della Funzione pubblica ha deciso di emettere un decreto che ricollocherà i 240 lavoratori civili dell'ex base USA di Maddalena nella pubblica amministrazione ma a Cagliari o addirittura in altre regioni d'Italia. Una soluzione improponibile che per i lavoratori che vogliono ottenere il posto a Olbia e Tempio ( oltre all'ottenimento della mobilità in deroga dato che da mesi non ricevono alcuno stipendio) e stanno attuando una protesta con un presidio di 20 lavoratori che si alternano dentro l'ex Arsenale mentre i colleghi appoggiano la protesta nelle tende. Cgil Cisl e Uil sollecitano l'intervento del presidente della regione Cappellacci affinché si faccia portavoce delle istanze dei lavoratori sardi presso la presidenza del Consiglio dei ministri. C'è anche attesa per una chiamata di Bertolaso che ha assunto l'impegno di convocare un tavolo per occuparsi direttamente della vicenda assieme al ministero dell'economia , della Pubbòlica amministrazione , alla Regione e alle parti sociali.
mercoledì 16 settembre 2009
Carceri sarde vicine al collasso: Protesta sindacale degli agenti di polizia penitenziaria
Carceri sarde sempre più a rischio collasso. Celle più affollate del 28% rispetto a quanto gli istituiti penitenziari potrebbero contenere. Si vogliono far aumentare i posti letto, mentre si accorcia il numero degli agenti: 126 in meno in organico e a questi si stanno per aggiungere i 140 poliziotti che andranno in pensione entro la fine dell'anno. Tagli che significano minori ferie, turni ancora più massacranti e una condizione lavorativa generale sempre più stressante. E' quanto denunciano le forze dell'ordine rappresentate da UIL-Polizia penitenziaria che stamattina hanno organizzato una manifestazione davanti al carcere di Buoncamino. la situazione più drammatica a Macomer a causa della presenza di numerosi detenuti di religione islamica che rende ancor più problematica la convivenza dietro le sbarre. Situazione difficile anche a Cagliari. A Buoncamimo manca 1/4 degli organici necessari e il direttore dell'istituto Gianfranco Pala parla di protesta sindacale motivata. la protesta degli agenti penitenziari si sposta a Roma per una manifestazione nazionale il 22 settembre.
sabato 11 luglio 2009
In Sardegna sciopero generale contro la crisi dell'industria
Lo sciopero generale dell'industria sarda indetto ieri dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per sensibilizzare le istituzioni regionali e nazionali contro la grave crisi del settore ha visto 20000 lavoratori scendere in piazza a Cagliari. Una manifestazione che ha avuto grande eco nell'isola, ma scarsa attenzione a Roma. Il presidente della regione Cappellacci ha solidarizzato con i lavoratori, esigendo che a livello nazionale si mostrasse più attenzione per i problemi occupativi in cui versa il comparto industriale sardo e ha chiesto in particolare all'Eni che chiuderà l'impianto di Porto Torres per 2 mesi di rispettare gli impegni presi sollecitando anche un azione incisiva del governo: "Non può consentire che un'azienda di cui lo Stato è azionista incameri profitti miliardari e lasci solo macerie e devastazioni sociali. Il punto cruciale è capire se Cappellacci ha fatto una abile recita per blandire chi protestava o sarà capace di alzare la voce anche direttamente contro il suo padrone Berlusconi.
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giovedì 18 giugno 2009
Indetto in Sardegna lo sciopero generale per il 10 luglio
Cgil, Cisl e Uil della Sardegna hanno proclamato per il 10 luglio prossimo lo sciopero generale dei settori produttivi . L’hanno deciso stamane le segreterie regionali durante una riunione a Cagliari. Lo stesso giorno un corteo sfilera’ per le vie del capoluogo.
Lo scopo è quello di sti mloare l'attenzione della politica sarda e nazionmale sullo stato di crisi dell'industria.In un documento congiunto diffuso dopo la riunione di stamane nella sede della Cisl, i segretari generali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) ribadiscono la gravita’ della crisi che coinvolge tutti i settori produttivi: dalla chimica alla metallurgia, dall’edilizia all’agricoltura, comprese le aziende di allevamento e trasformazione, dall’artigianato alla piccola impresa, ai servizi.
“L’iniziativa del 10 luglio rappresenta un primo passo verso un’assemblea del popolo sardo che dia sostanza e forza ad una nuova stagione costituente, che riscriva lo statuto speciale e avvii le necessarie riforme istituzionali, e promuova, nel contempo, una nuova fase di crescita economica e di sviluppo per l’intera Isola”, scrivono i segretari confederali, lanciando un appello alla massima partecipazione allo sciopero e al corteo che sfilera’ a Cagliari.
“La razionalizzazione e ristrutturazione delle comunicazioni e dei trasporti sempre piu’ si stanno risolvendo con procedure di mobilita’ e licenziamenti”, ricordano Cgil, Cisl e Uil, rilanciando la richiesta di istituire un tavolo di crisi regionale per le emergenze e di riaprire un tavolo nazionale a Palazzo Chigi su Intesa istituzionale, attuazione dell’accordo sulla chimica, norme sull’energia e continuita’ territoriale anche per le merci. “Ormai da nove mesi i dati della cassa integrazione, ordinaria e speciale, crescono in misura drammatica; le aree industriali del Sulcis, di Ottana e Portotorres sono allo stremo. La poverta’ della nostra regione e’ un dramma che coinvolge oltre 400 mila persone e lo stesso tasso di disoccupazione cresce al 12,9%. Si rende necessario e urgente il rilancio delle politiche sociali e la difesa del reddito familiare e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni”.
Il presidente della Giunta Cappellacci accoglie la mobilitazione del 10 luglio "Senza voler interferire, e tanto meno condizionare, le azioni messe in campo dal sindacato, sono prontoa un confronto-ascolto entro la prima settimana di luglio per avere e fornire qualche elemento in più di comune riflessione" . ma ha anche attaccato l'opposizione "È una strana sensazione assistere alle piccole polemiche e al chiacchiericcio che continua a imperversare negli ambienti politici sardi e da cui fatichiamo a liberarci. Mi sottraggo perciò volentieri dal replicare alle accuse di immobilismo e di scarsa trasparenza: è davvero il colmo che questi rilievi arrivino da chi, negli ultimi anni, ha nascosto la testa nella sabbia quando intere delibere sparivano o il contenzioso legale, con conseguente esborso per le casse pubbliche, assumeva proporzioni mai viste. Mentre non posso e non voglio assolutamente sfuggire ai rilievi e allo critiche costruttive delle forze sociali, dai sindacati alle associazioni imprenditoriali."
Lo scopo è quello di sti mloare l'attenzione della politica sarda e nazionmale sullo stato di crisi dell'industria.In un documento congiunto diffuso dopo la riunione di stamane nella sede della Cisl, i segretari generali Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) ribadiscono la gravita’ della crisi che coinvolge tutti i settori produttivi: dalla chimica alla metallurgia, dall’edilizia all’agricoltura, comprese le aziende di allevamento e trasformazione, dall’artigianato alla piccola impresa, ai servizi.
“L’iniziativa del 10 luglio rappresenta un primo passo verso un’assemblea del popolo sardo che dia sostanza e forza ad una nuova stagione costituente, che riscriva lo statuto speciale e avvii le necessarie riforme istituzionali, e promuova, nel contempo, una nuova fase di crescita economica e di sviluppo per l’intera Isola”, scrivono i segretari confederali, lanciando un appello alla massima partecipazione allo sciopero e al corteo che sfilera’ a Cagliari.
“La razionalizzazione e ristrutturazione delle comunicazioni e dei trasporti sempre piu’ si stanno risolvendo con procedure di mobilita’ e licenziamenti”, ricordano Cgil, Cisl e Uil, rilanciando la richiesta di istituire un tavolo di crisi regionale per le emergenze e di riaprire un tavolo nazionale a Palazzo Chigi su Intesa istituzionale, attuazione dell’accordo sulla chimica, norme sull’energia e continuita’ territoriale anche per le merci. “Ormai da nove mesi i dati della cassa integrazione, ordinaria e speciale, crescono in misura drammatica; le aree industriali del Sulcis, di Ottana e Portotorres sono allo stremo. La poverta’ della nostra regione e’ un dramma che coinvolge oltre 400 mila persone e lo stesso tasso di disoccupazione cresce al 12,9%. Si rende necessario e urgente il rilancio delle politiche sociali e la difesa del reddito familiare e del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni”.
Il presidente della Giunta Cappellacci accoglie la mobilitazione del 10 luglio "Senza voler interferire, e tanto meno condizionare, le azioni messe in campo dal sindacato, sono prontoa un confronto-ascolto entro la prima settimana di luglio per avere e fornire qualche elemento in più di comune riflessione" . ma ha anche attaccato l'opposizione "È una strana sensazione assistere alle piccole polemiche e al chiacchiericcio che continua a imperversare negli ambienti politici sardi e da cui fatichiamo a liberarci. Mi sottraggo perciò volentieri dal replicare alle accuse di immobilismo e di scarsa trasparenza: è davvero il colmo che questi rilievi arrivino da chi, negli ultimi anni, ha nascosto la testa nella sabbia quando intere delibere sparivano o il contenzioso legale, con conseguente esborso per le casse pubbliche, assumeva proporzioni mai viste. Mentre non posso e non voglio assolutamente sfuggire ai rilievi e allo critiche costruttive delle forze sociali, dai sindacati alle associazioni imprenditoriali."
mercoledì 10 giugno 2009
I sindacati sardi annunicano lo sciopero generale per luglio
Cgil, Cisl e Uil della Sardegna annunciano uno sciopero generale a luglio contro la crisi drammatica che sta coinvolgendo l'industria dell'isola. Per il leader della Cgil Enzo Costa «Si tratta di costruire una mobilitazione che porti la crisi sarda a Palazzo Chigi. Occorre dare forza alle rivendicazioni della Sardegna: questa crisi non si può risolvere tutta in casa nostra» Secondo il leader regionale della Cisl, Mario Medde, «la manifestazione di piazza non basterà. Chiediamo al presidente Cappellacci di fissare, entro la fine del mese, un incontro con il Governo nazionale, per siglare un accordo di programma che difenda i siti produttivi esistenti». Sempre più sardi spofondano a un livello di reddito che li pone oltre la soglia della povertà. E poi ci sono le macerie economiche e sociali lasciate dalle tante multinazionali cheoperavano nell'isola: dall'Unilver alla Rusal,passandso per l'inglese Ineos. Une risposte che secondo i sindacati richiedono energiche risposte a livello regionale ma anche e sopratutto da parte del governo.
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