La commissione europea ha infatti dato il via libera alla proroga fino al 2015 del regime di compensazione tariffario per le imprese che come Alcoa offrono servizi di interrompibilità istantanea.
Una buona notizia per l'impianto di Portovesme che del costo dell'energia fa il suo principale problema per rimanere competitiva sul mercato della produzione dell'alluminio. Una piccola speranza per i lavoratori: con la conferma degli sconti sul costo fornitura di energia si potrebbe nuovamente presentare qualche azienda interessata all'acquisto dopo che Alcoa ha annunciato la chiusura di Portovesme e il ritiro dalle trattativa per rilevare l'impianto da parte degli svizzeri di Glencore.
le conclusioni dell'antitrust dell'Ue si basano " sulla situazione attuale del mercato, e sono quindi valide solo fino alla fine del 2015". Decisivo il fatto che per il nuovo periodo ci sara' un sistema d'aste per 500 MW di capacita' interrompibile sia per la Sardegna che per la Sicilia, a cui potranno partecipare tutte le aziende che consumino almeno 1 Mw
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giovedì 4 ottobre 2012
lunedì 3 settembre 2012
Carbosulcis e Alcoa: le cause del fallimento di un progetto industriale e l'assenza della politica
Carbosulcis e Alcoa sono aziende-zombie, tenute in vita da contributi a pioggia elargiti da decenni ( quasi 800 milioni di euro per la sola Carbosulcis), che hanno trascinato con se nel baratro l'intero territorio del Sulcis devastato dal punto di vista ambientale e dunque con all'orizzonte ben poche possibilità di riconversione .
L'estrazione e la lavorazione del carbone a Nuraxi Figus è costosa a causa dell'alto contenuto di zolfo; il tallone d'Achille dell'Alcoa di Portovesme è l'elevato costo dell'energia necessaria per la produzione dell'alluminio primario: problemi noti da anni che i lavoratori vivono sulla loro pelle ma che nessuno si è mai dato la briga di affrontare seriamente. Sul banco degli imputati la classe dirigente isolana, incapace di proporre una politica industriale autonoma e alternativa a quella imposta dall'alto dallo Stato centrale. Ora si vorrebbe che sia proprio lo Stato a porre rimedio alle distorsioni create: giusto sul piano del principio, improbabile sul piano pratico almeno fino a quando non saranno i sardi a volersi riprendere il proprio futuro chiamando in causa anzitutto coloro ( politici, imprenditori, sindacati) che hanno la responsabilità di decidere ( o in questo caso non decidere) quale direzione dare allo sviluppo dell'isola.
L'estrazione e la lavorazione del carbone a Nuraxi Figus è costosa a causa dell'alto contenuto di zolfo; il tallone d'Achille dell'Alcoa di Portovesme è l'elevato costo dell'energia necessaria per la produzione dell'alluminio primario: problemi noti da anni che i lavoratori vivono sulla loro pelle ma che nessuno si è mai dato la briga di affrontare seriamente. Sul banco degli imputati la classe dirigente isolana, incapace di proporre una politica industriale autonoma e alternativa a quella imposta dall'alto dallo Stato centrale. Ora si vorrebbe che sia proprio lo Stato a porre rimedio alle distorsioni create: giusto sul piano del principio, improbabile sul piano pratico almeno fino a quando non saranno i sardi a volersi riprendere il proprio futuro chiamando in causa anzitutto coloro ( politici, imprenditori, sindacati) che hanno la responsabilità di decidere ( o in questo caso non decidere) quale direzione dare allo sviluppo dell'isola.
giovedì 29 marzo 2012
Alcoa sospende la mobilità fino a dicembre. Portovesme tira un sospiro di sollievo
Alcoa nell'incontro al ministero dello sviluppo economico con sindacati, Regione Sardegna e Provincia del Sulcis-Iglesiente e Governo accetta di sospendere la mobilità e mantiene in marcia lo stabilimento di Portovesme fino a dicembre in attesa che si verifichi la credibilità dei potenziali acquirenti. Sia il presidente della regione Capellacci che il capogruppo del Pd Gianpaolo Diana parlano di deciso passo avanti
Ma perché le manifestazioni di interesse verso l'industria dell'alluminio occorre anzitutto ridurre il costo dell'energia, vera palla al piede per la competitività del complesso sulcitano.
martedì 7 febbraio 2012
Eon, Vinyls, chimica verde: luci e ombre dell'industria del Nord Sardegna
La Eon minaccia 109 licenziamenti entro la prossima estate nella centrale di Fiumesanto per un taglio alle manutenzioni di 10 milioni di euro. Annunciati ulteriori esuberi per successivi due anni. I sindacati contestano il rifiuto dell'azienda di costruire il nuovo gruppo a carbone
Ci sono poi i 103 lavoratori della Vinyls, , che vedono allontanarsi il posto di lavoro dopo una battaglia che dura da due anni e nonostante Finambiente abbia mostrato interesse a rilevare l'intero personale dell'impianto di Portotorres. E' attesa il responso del ministro delle attività produttive che tarda ad arrivare.
Una speranza arriva dalla chimica verde e con l'inaugurazione a giorni del centro di ricerca al petrolchimico di Porto Torres, preludio alla costruzione dei sette impianti che entro il 2016 costituiranno la colonna portante del nuovo polo industriale del Nord Sardegna che darà lavoro a 680 persone.
Ci sono poi i 103 lavoratori della Vinyls, , che vedono allontanarsi il posto di lavoro dopo una battaglia che dura da due anni e nonostante Finambiente abbia mostrato interesse a rilevare l'intero personale dell'impianto di Portotorres. E' attesa il responso del ministro delle attività produttive che tarda ad arrivare.
Una speranza arriva dalla chimica verde e con l'inaugurazione a giorni del centro di ricerca al petrolchimico di Porto Torres, preludio alla costruzione dei sette impianti che entro il 2016 costituiranno la colonna portante del nuovo polo industriale del Nord Sardegna che darà lavoro a 680 persone.
giovedì 12 gennaio 2012
La Queen di Macomer dichiarata fallita dal tribunale di Oristano
Un altro tassello dell'industria tessile sarda getta la spugna: la Queen di Macomer è stata dichiarata fallita dal tribunale di Oristano. Per quanto attesa da tempo la notizia diffusa ieri dal commissario liquidatore getta nella disperazione almeno la metà dei 200 dipendenti che saranno messi in liquidità. Il resto della forza lavoro verrà assorbita da FT calze che aveva già in affitto una parte degli impianti e che aveva fatto un'offerta, giudicata però troppo bassa, per rilevare l'azienda del Marghine . Lo stesso futuro della FT Calze resta incerto in quanto legato al destino dell'attività da lei presa in affitto.
martedì 10 gennaio 2012
Annuncio Alcoa: Portovesme chiude tra sei mesi. Mobilità per 1000 lavoratori
L'alcoa di Portovesme chiude tra sei mesi: è arrivato ieri l'annnuncio ufficiale della multinazionale dell'alluminio che ha deciso di ridurre anche le sue attività in Spagna. La motivazione data: troppo alti i costi di produzione. Al piano di chiusura che prevede mobilità per 1000 addetti si sono opposti CGIL, CISL e UIL regionali che dopo aver incontrato a Cagliari il manager americano di Alcoa John Fontecchio per cercare inutilmente di convincerlo a recedere dalla ventilata chiusura chiedono ora la questione sia portata subito all'attenzione del governo
I sindacati rivendicano il rispetto accordo del marzo 2010 che garantiva la continuità produttiva in cambio di tariffe energetiche agevolate. Il presidente della Regione Ugo Cappellacci e l'assessore all'industria Alessandra Zedda hanno espresso la loro preoccupazione per la decisione e comunicano di essersi già attivati con l'esecutivo Monti.
I sindacati rivendicano il rispetto accordo del marzo 2010 che garantiva la continuità produttiva in cambio di tariffe energetiche agevolate. Il presidente della Regione Ugo Cappellacci e l'assessore all'industria Alessandra Zedda hanno espresso la loro preoccupazione per la decisione e comunicano di essersi già attivati con l'esecutivo Monti.
giovedì 2 giugno 2011
La Vinyls di Porto Torres nel segno della chimica verde
Il rilancio dell'industria a Porto Torres si chiama chimicaverde: si tratta di un progetto di filiera integrata comprendente nuovi impianti, la costruzione di una centrale termoelettrica da 40 MW volta alla produzione di bioplastiche biodegradabili per oggetti come buste per gli alimenti. Nel sistema gireranno ricerca e investimenti per 1, 2 miliardi di euro stanzaiti da Eni e Novamont e verranno coinvolti le imprese locali, la Vinyls ( che dovrà subire una riconversione produttiva) e l'indotto
domenica 17 aprile 2011
Odissea Vinyls: il fondo GITA è un bluff
Ennesima delusione per la Vinyls di Portotorres: il fondo svizzero GITA non ha presentato i soldi necessari per l'acquisto dell'azienda chimica che opera nel PVC e il ministro dello sviluppo economico Romani ha chiuso loro la porta non concedendo ulteriori proroghe. Comprensibile l'amarezza dei lavoratori che si sentono presi in giro da questi continui fallimenti di trattative. In particolare se la prendono con governo e Regione: perché per mesi hanno garantito sull'affidabilità degli svizzeri per fare marcia indietro solo di fronte all'evidenza di una inconsistente proposta?
E ora c'è il rischio fondato di una soluzione spezzatino ( con la chiusura dello stabilimento di Porto Marghera)che ponga fine al ciclo integrato della clorosoda o ancora peggio della chiusura dello stabilimento sardo.
E ora c'è il rischio fondato di una soluzione spezzatino ( con la chiusura dello stabilimento di Porto Marghera)che ponga fine al ciclo integrato della clorosoda o ancora peggio della chiusura dello stabilimento sardo.
giovedì 23 dicembre 2010
Svolta Vinyls: Gita acquisisce impianti a Porto Torres e Assemini
Svolta per la Vinyls. Il fondo di investimento svizzera GITA ha raggiuntyo l'accordo preliminare per l'acquisizione degli stabilimenti per la produzione di plastica PVC di Porto Torres, Ravenna, Marghera e l'impianto ENI syndial di assemini. L'acccordo è stato raggiunto dopo che ENI ha accettato la pregiudiziale elvetica cedendo alla società gli approvvigionamenti di materie prime, a partire da una salina per produrre sale (cloruro di sodio), l'impianto clorosoda e le forniture di dicloroetano.
Gita si è impegnata al pagamento immediato degli stipendi e delle tredicesime. A febbraio comincerà il richiamo graduale degli operai. Per i successivi quattro anni viene garantita la piena attività degli impianti industriali
piena occupazione garantita per quattro anni
Soddisfazione dei sindacati e degli operai Vinyls la cui mobilitazione però terminerà solo quando verrà dato ufficialmente il via libera alla ripresa dell'attività negli impianti.
Gita si è impegnata al pagamento immediato degli stipendi e delle tredicesime. A febbraio comincerà il richiamo graduale degli operai. Per i successivi quattro anni viene garantita la piena attività degli impianti industriali
piena occupazione garantita per quattro anni
Soddisfazione dei sindacati e degli operai Vinyls la cui mobilitazione però terminerà solo quando verrà dato ufficialmente il via libera alla ripresa dell'attività negli impianti.
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venerdì 19 novembre 2010
Nel 2011 riapre la Portovesme srl. Via libera al CIPE
Accordo raggiunto al Cipe con la stipula del contratto di programma per la riapertura della Portovesme Srl.
Dal gruppo svizzero gruppo Gencor arriveranno finanziamenti per 130 milioni di euro. Altri 30 milioni sarnno stanziati dal ministero dello sviluppo economico
Verrà così potenziata la linea di produzione dello zinco attraverso il sistema dell'elettrolisi il più moderno e rispettoso per l'ambiente.
Gli impianti verrano forniti da una società spagnola. I 300 operai dell'azienda potranno così tornare gradualmente al lavoro e a luglio 2011 la produzione dovrebbe entrare a pieno regime. E' prevista anche l'installazione di un impianto eolico con cui si mira a ridurre l'impatto del costo dell'energia sulla produzione.
Dal gruppo svizzero gruppo Gencor arriveranno finanziamenti per 130 milioni di euro. Altri 30 milioni sarnno stanziati dal ministero dello sviluppo economico
Verrà così potenziata la linea di produzione dello zinco attraverso il sistema dell'elettrolisi il più moderno e rispettoso per l'ambiente.
Gli impianti verrano forniti da una società spagnola. I 300 operai dell'azienda potranno così tornare gradualmente al lavoro e a luglio 2011 la produzione dovrebbe entrare a pieno regime. E' prevista anche l'installazione di un impianto eolico con cui si mira a ridurre l'impatto del costo dell'energia sulla produzione.
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mercoledì 17 novembre 2010
La Legler verso il fallimento. Nessuna offerta per Ottana, Macomer e Siniscola
Il commissario straordinario conferma che non vi è nessuna offerta di acquisto per gli stabilimenti tessili Legler di Ottana Macomer e Siniscola. Oramai è quasi certo che si avvierà la procedura di fallimento con la messa in liquidazione della socoetà e la vendita di tutto il vendibile per ripagare i creditori. Per i 476 lavoratori si preannunciano altri 12 mesi di cassa integrazione e poi la mobilità, anticamera della disoccupazione. Il tutto in una provincia come quella di Nuoro in cui un giovane su due non ha lavoro.
mercoledì 29 settembre 2010
Legler vicino al fallimento. 486 posti di lavoro a rischio
Legler a un passo dal fallimento. All'incontro con sindacati e rappresentanti della Regione Sarda il commissario straordinario Emanuele Rimini ha dichiarato senza estito gli ultimi tentativi per salvare l'azienda e 500 operai degli stabilimenti di Macomer, Ottana e Siniscola. Per evitare la chiusure e la vendita all'asta unica soluzione è prendere in considerazione nuove manifestazioni di interesse da parte di impendtiro interessati a rilevare anche solo una parte degli impianti
Una proposta di riconversione industriale è stata presentata per il sito di Macomer ma devono essere verificati i termini e le garanzie per i lavoratori
Rimane in piedi anche l'offerta dell'imprenditore Clivati per Ottana con possibile riconversione dal settore tessile a quello dell'energia.
Nessuna prospettiva sinora per l'impianto di Siniscola, quello con minore peso contrattuale.
Una proposta di riconversione industriale è stata presentata per il sito di Macomer ma devono essere verificati i termini e le garanzie per i lavoratori
Rimane in piedi anche l'offerta dell'imprenditore Clivati per Ottana con possibile riconversione dal settore tessile a quello dell'energia.
Nessuna prospettiva sinora per l'impianto di Siniscola, quello con minore peso contrattuale.
martedì 14 settembre 2010
Petrolchimico di Porto Torres: 7-10 anni per bonificare l'area
Al termine di un incontro tra provincia, Comuni, Arpas ( azienda regionale per l'ambiente) e Eni sono state gettate le basi per l'accordo di bonifica dell'area del petrolchimico di porto Torres
Si tratta di un intervento da 530 milioni di euro. Secondo l'a.d di Syndial Sergio Polito ci vorranno tra i 7- 10 milioni di anni per completare la bonifica del sito. L'opera dovrebbe cominciare non prima del 2011 e tra il 2012 e il 2013 verrà realizzato un'impianto di bonifica delle acque per il trattamento della falda. Polito ha mostrato disponibilità per coinvolgere nell'opera anche le imprese sarde in miusra maggiore rispetto a quanto avvenuto in passato .
Si tratta di un intervento da 530 milioni di euro. Secondo l'a.d di Syndial Sergio Polito ci vorranno tra i 7- 10 milioni di anni per completare la bonifica del sito. L'opera dovrebbe cominciare non prima del 2011 e tra il 2012 e il 2013 verrà realizzato un'impianto di bonifica delle acque per il trattamento della falda. Polito ha mostrato disponibilità per coinvolgere nell'opera anche le imprese sarde in miusra maggiore rispetto a quanto avvenuto in passato .
sabato 22 maggio 2010
Fallita la vendita della Legler ai russi di Kord. Rischio licenziamento per 795 dipendenti
Salta la vendita della azienda tessile Legler ai russi della Kord, giudicata poco affidabile. L'operazione rischiava di diventare una speculazione ai danni dei 795 dipendenti da quattro anni senza più lavoro. Dopo la fideiussione infatti i dirigenti di Kord non si sono presentati all'incontro in cui dovevano fornire al commissario Emanuele Rimini la documentazione attestante il proprio stato patrimoniale e il piano industriale di rilancio dell'azienda.
La prospettiva ora è l'apertura di una nuova asta internazionale. Ma i tempi sono strettissimi: circa due mesi e mezzo. Il complesso e i beni ha una valutazione di 37 milioni di euro. Ma difficilmente il gruppo potrà essere salvato nella sua interezza. E ' più probabile un o smembramento del complesso suddiviso tra gli stabilimenti di Ottana, Macomer, Siniscola e Ponte San Pietro nel bergamasco. Se in questo lasso di tempo non si presenteranno offerte credibile scatterà inevitabilmente la procedura di fallimento.
La prospettiva ora è l'apertura di una nuova asta internazionale. Ma i tempi sono strettissimi: circa due mesi e mezzo. Il complesso e i beni ha una valutazione di 37 milioni di euro. Ma difficilmente il gruppo potrà essere salvato nella sua interezza. E ' più probabile un o smembramento del complesso suddiviso tra gli stabilimenti di Ottana, Macomer, Siniscola e Ponte San Pietro nel bergamasco. Se in questo lasso di tempo non si presenteranno offerte credibile scatterà inevitabilmente la procedura di fallimento.
giovedì 13 maggio 2010
La Ramco rinuncia all'acquisto della Vinyls di Porto Torres
Brutta tegola per l'industria sarda: la Ramco con una comunicazione scritta al Ministero dello Sviluppo economico avrebbe rinunciato all'acquisto degli impianti italiani della Vinyls, ivi compreso quello di Porto Torres. la società del Qatar era l'unica che aveva dato concreti segnali di interessi nel rilevare la conduzione del ciclo del cloro. Il Ministero ha invitato i dirigenti della Ramco a chiarire la loro posizione in un vertice fissato per la prossima settimana. Nel frattempo gli operai della chimica che da mesi occupano l'isola dell'Asinara, nella c.d Isola dei Cassintegrati appaiono sconfortati: «I ragazzi qui sull'isola sono disperati e dicono di aver perso le speranze» fanno sapere
mercoledì 12 maggio 2010
Alcoa rilancia : pronti 40 milioni per Portovesme
L'Alcoa rilancia la produzione in Sardegna. L'azienda americana leader nel mercato dell'alluminio ha illustrato a Palazzo Chigi il suo piano industriale che prevede investimenti in tre anni per 40 milioni di euro a Portovesme e 25 nello stabilimento veneto di Fusine. Nello stabilimento sardo verranno mantenuti tutti i livelli occupativi. Una presa di posizione seguita alla conferma ufficiosa del sottosegretario Letta circa l'imminente via libera dell'Unione Europea al decreto legge Energie per le isole che consentirà una riduzione dei costi di fornitura energetica in armonia con quanto chiedeva Alcoa. Soddisfazione espressa dall'assessore al Lavoro Franco Manca: "Rispettati tutti gli impegni. Si tratta di una soluzione che da prospettive di ampio respiro per gli impianti di Portovesme "
sabato 8 maggio 2010
E.ON illustra investimenti e progetti per la centrale di Fiumesanto
6oo milioni di euro l'investimento previsto da E.on per i prossimi anni per l'adeguamento della centrale di Fiumesanto. I progetti, allestiti da Endesa e ora confermati dalla tedesca E.on che è subentrata nella proprietà, prevedono l'abbattimento di due unità produttive alimentati a olio combustibile obsolete con i loro 20 anni di attività e la sostituzione con unità a carbone considerate meno inquinanti e più produttive. I lavori dureranno quattro anni e coinvolgeranno mille persone e circa40 imprese locali
Rimane confermata a 1040 megawatt la potenza delle centrale elettrica di Fiumesanto, che rimarrà dunque una delle più importanti d'Italia in attesa di una prossima conversione a metano con il passaggio in Sardegna del gasdotto proveniente dall'Algeria.
Rimane confermata a 1040 megawatt la potenza delle centrale elettrica di Fiumesanto, che rimarrà dunque una delle più importanti d'Italia in attesa di una prossima conversione a metano con il passaggio in Sardegna del gasdotto proveniente dall'Algeria.
giovedì 1 aprile 2010
La Vinyls il 25 aprile in vendita. Favoriti gli arabi di Ramco
Incontro sulla Vinyls a Roma tra azienda, sindacati e ministero dello sviluppo economico. Per gli impianti italiani tra cui Portotorres e Assemini è stato stabilita la vendita e ci sarà tempo fino al 24 aprile per presentare le offerte di acquisto. Il 25 verranno aperte le buste: i più interessati sambrano essere gli arabi della Ramco che hanno già visitato gli stabilimenti di margerta e Portotorres. La cifra è alta 85 milioni di euro ma è possibile che ci si muova inzialmente con una formula di affitto per far rientrare in funzione gli impianti. E' necessario che vada in porto l'affare Eni-Ramco per le materie prime e a questo proposito il presidente della Giunta Cappellacci ha incontrato informlemten il presidente di Syndial Bellodi e il responsabile degli affari istituzionali di Eni italia chiedendo un accellerazione dell'operazione;occorrerà poi aprire un bando internazionale; c'è anche il problema dei 32 milioni di euro offerti per far riaprire gli impianti che l'Unione Eurtopea potrebbe considerare come aiuti di Stato
giovedì 25 marzo 2010
La Plastwood di Calangianus verso il fallimento
A fine aprile si decide in tribunale il destino della Plastwood dei fratelli Tusacciu che alla fine degli anni 90 con il gioco dei mattoncini magnetici Geomag aveva sbancato i mercati di tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti e la fabbrica di Calangianus aveva dato lavoro a 200 dipendenti
Il progressivo declino fu causato dalla concorrenza di giochi simili prodotti a costi inferiori cinesi e da investimenti pubblicitari dissennati. I debiti avevano raggiunto i 70 milioni di euro e il piano di risanamento non ha ottenuto i risultati sperati. il fallimento sembra dunque inevitabile anche se Eduardo Tusacciu sembra intenzionato a proporre nuovi progetti imprenditoriali in Cina in collaborazioni con importanti società informatiche americane
Il progressivo declino fu causato dalla concorrenza di giochi simili prodotti a costi inferiori cinesi e da investimenti pubblicitari dissennati. I debiti avevano raggiunto i 70 milioni di euro e il piano di risanamento non ha ottenuto i risultati sperati. il fallimento sembra dunque inevitabile anche se Eduardo Tusacciu sembra intenzionato a proporre nuovi progetti imprenditoriali in Cina in collaborazioni con importanti società informatiche americane
mercoledì 17 marzo 2010
Il decreto salva Alcoa è legge. Si attende il nulla osta di Bruxelles
il decreto Salva-Alcoa è legge. Dopo Il Senato anche la Camera ha approvato il provvedimento governativo. Ora sarà possibile l'acquisto di energia a prezzi agevolati per la compagnia americana. L'ultima parola però spetta alla Ue che dovrà valutare se la procedura non rappresenti aiuto di stato.
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