Qualunque sia l'esito della votazione sull'indipendenza della Scozia, i separatisti della Sardegna stanno già cantando vittoria. " il momnento in cui a una nazione avrà l'opportunità di raggiungere l'indipendenza si è ridotto rispetto a quando alla Scozia è stata concessa la possibilità di esprimersi un referendum", ha detto Franciscu Sedda, fondatore del Partito dei Sardi, uno dei molti partiti politici sardi che spingono per una rottura con l'Italia.
Nel 2012, un sondaggio non ufficiale da parte dell'Università di Cagliari ha rilevato che circa il 40% dei 1,5 milioni di abitanti dell'isola avrebbe votato per l'indipendenza da Italia continentale. Lo stesso sondaggio ha anche riscontrato che una grande maggioranza vuole maggiori poteri per il governo locale, oltre allo statuto speciale rispetto alle altre regioni italiane.
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
mercoledì 17 settembre 2014
lunedì 1 ottobre 2012
La morte di Emanuele Sanna
E' morto Emanuele Sanna, già importante esponente del Pci, presidente del Consiglio regionale della Sardegna, assessore della Sanita' e parlamentare dei Ds. Dal 2005 al 2010 ha rivestito la carica di sindaco del suo paese, Samugheo (Or). la morter accertata alle 15,30 del 1 ottobre è stata data dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Claudia Lombardo, nel corso della seduta statutaria.
Sanna, medico pediatra, aveva 70anni. Qualche giorno fa ha accusato un malore e si e' fatto accompagnare all'ospedale Ss. Trinita' di Cagliari, dove le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate, fino al sopraggiungere del coma per un ictus. E' stato trasferito quindi all'ospedale 'Brotzu', di cui sostenne la creazione da assessore regionale della Sanita' e dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero in rianimazione.
Sanna, che in questi anni ricopriva l'incarico di presidente del Cacip, il consorzio industriale dell'area di Cagliari, era stato vicino alla famiglia di Rossella Urru nel momento del rapimento della giovane cooperante sarda, lavorando per la sua liberazione. Al momento del ritorno di Rossella in Sardegna, Sanna era al suo fianco.
Sanna, medico pediatra, aveva 70anni. Qualche giorno fa ha accusato un malore e si e' fatto accompagnare all'ospedale Ss. Trinita' di Cagliari, dove le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate, fino al sopraggiungere del coma per un ictus. E' stato trasferito quindi all'ospedale 'Brotzu', di cui sostenne la creazione da assessore regionale della Sanita' e dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero in rianimazione.
Sanna, che in questi anni ricopriva l'incarico di presidente del Cacip, il consorzio industriale dell'area di Cagliari, era stato vicino alla famiglia di Rossella Urru nel momento del rapimento della giovane cooperante sarda, lavorando per la sua liberazione. Al momento del ritorno di Rossella in Sardegna, Sanna era al suo fianco.
venerdì 7 settembre 2012
La Crisi economica: la nuova scusa del Consiglio regionale sardo per non cancellare le province
La crisi economica diventa l'alibi per rimandare la cancellazione delle province secondo quando stabilito dal referendum del 6 maggio. La Sardegna da Porto Torres fino al Sulcis affronta il dramma della mancanza di lavoro e prospettive? Ed ecco che il presidente della commissione Autonomia del Consiglio regionale, Paolo Maninchedda coglie la palla al balzo e rinvia la riunione che doveva discutere proprio del riordino delle province. Secondo l'esponente sardista l'argomento non sarebbe una priorità e tutte le energie andrebbero concentrate verso la questione economica. Un'iniziativa che non trova alcuna giustificazione giacchè per il Consiglio regionale, che per inciso non si distingue certo per attivismo, si tratta di prendere nota della volontà espressa dei sardi che proprio Maninchedda in quanto rappresentante del popolo sardo avrebbe il dovere primario di rispettare, evitando ogni ulteriore ostruzionismo che ne ostacoli la piena attuazione.
lunedì 3 settembre 2012
Carbosulcis e Alcoa: le cause del fallimento di un progetto industriale e l'assenza della politica
Carbosulcis e Alcoa sono aziende-zombie, tenute in vita da contributi a pioggia elargiti da decenni ( quasi 800 milioni di euro per la sola Carbosulcis), che hanno trascinato con se nel baratro l'intero territorio del Sulcis devastato dal punto di vista ambientale e dunque con all'orizzonte ben poche possibilità di riconversione .
L'estrazione e la lavorazione del carbone a Nuraxi Figus è costosa a causa dell'alto contenuto di zolfo; il tallone d'Achille dell'Alcoa di Portovesme è l'elevato costo dell'energia necessaria per la produzione dell'alluminio primario: problemi noti da anni che i lavoratori vivono sulla loro pelle ma che nessuno si è mai dato la briga di affrontare seriamente. Sul banco degli imputati la classe dirigente isolana, incapace di proporre una politica industriale autonoma e alternativa a quella imposta dall'alto dallo Stato centrale. Ora si vorrebbe che sia proprio lo Stato a porre rimedio alle distorsioni create: giusto sul piano del principio, improbabile sul piano pratico almeno fino a quando non saranno i sardi a volersi riprendere il proprio futuro chiamando in causa anzitutto coloro ( politici, imprenditori, sindacati) che hanno la responsabilità di decidere ( o in questo caso non decidere) quale direzione dare allo sviluppo dell'isola.
L'estrazione e la lavorazione del carbone a Nuraxi Figus è costosa a causa dell'alto contenuto di zolfo; il tallone d'Achille dell'Alcoa di Portovesme è l'elevato costo dell'energia necessaria per la produzione dell'alluminio primario: problemi noti da anni che i lavoratori vivono sulla loro pelle ma che nessuno si è mai dato la briga di affrontare seriamente. Sul banco degli imputati la classe dirigente isolana, incapace di proporre una politica industriale autonoma e alternativa a quella imposta dall'alto dallo Stato centrale. Ora si vorrebbe che sia proprio lo Stato a porre rimedio alle distorsioni create: giusto sul piano del principio, improbabile sul piano pratico almeno fino a quando non saranno i sardi a volersi riprendere il proprio futuro chiamando in causa anzitutto coloro ( politici, imprenditori, sindacati) che hanno la responsabilità di decidere ( o in questo caso non decidere) quale direzione dare allo sviluppo dell'isola.
martedì 29 maggio 2012
Dopo il referendum si dimette Salvatore Cherchi, presidente della provincia di Carbonia Iglesias
Il presidente della provincia di Carbonia Iglesias, Salvatore Cherchi ha comunicato le sue dimissioni al presidente del consiglio provinciale a seguito della pubblicazione sul Buras dei decreti del presidente della regione che dichiarano l'esito dei referendum che aborgano le province sarde.
Cherchi aveva già annunciato la sua intenzione di dimettirsi all'indomani del voto referendario. A questo punto se entro venti giorni le dimissioni non verranno ritirate diverranno definitive e si darà inzio alle procedure per il conseguente commissarimamento dell'ente.
Cherchi aveva già annunciato la sua intenzione di dimettirsi all'indomani del voto referendario. A questo punto se entro venti giorni le dimissioni non verranno ritirate diverranno definitive e si darà inzio alle procedure per il conseguente commissarimamento dell'ente.
mercoledì 9 maggio 2012
I sardi dicono si ai referendum anti-casta: niente più province e cda di enti regionali.
Una buona e una cattiva notizia dai referendum anticasta. L'aspetto positivo è che con il superamento del quorum e il massiccio Si ( con punte del 97%) a favore dell'abrogazione di province , cda di enti regionali e della riduzione di numero e stipendi dei consiglieri regionali, i sardi hanno dato danno un esempio a tutta Italia sulla possobilità di ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione. Tuttavia la soddisfazione è mitigata dal constatare che solo il 35,5% ( il quorum era del 33%) degli elettori sono andati a votare: ciò significa che coloro che si sono mobilitati per il cambiamento restano una minoranza.
Osserva Sergio Rizzo sul Corriere che le nuove province erano un istituto difficilmente difendibile: la più grande Olbia-Tempio ha 157 mila abitanti, La più piccola, Ogliastra, non arriva a 58 mila. Ciascuna di esse ha due capoluoghi di provincia ( Lanusei in Ogliastra arriva a malapena a 5000 abitanti). Le loro spese superano il centinaio di milioni di euro totali ( secondo i rispettivi bilanci di previsione: Medio capidano 23 milioni; Carbonia-iglesias 23 milioni; Ogliastra 17 milioni; olbia-tempio 58 milioni) e nel frattempo anche la vecchia provincia di Cagliari ha incrementato i propri costi: 172 milioni dai 133 del 2005.
Ma non c'erano solo i referendum tagliaspese: i sardi si sono pronunciati a favore anche di alcuni i punti "programmatici come l'obbligo di primarie per la scelta dei candidati a presidente di Regione e l'elezione di un assemblea costituente per un nuovo Statuto che possono aprire importanti spazi alla partecipazione democratica e favorire un rapporto più diretto e trasparente del cittadino con le isitutuzioni rappresentative.
Osserva Sergio Rizzo sul Corriere che le nuove province erano un istituto difficilmente difendibile: la più grande Olbia-Tempio ha 157 mila abitanti, La più piccola, Ogliastra, non arriva a 58 mila. Ciascuna di esse ha due capoluoghi di provincia ( Lanusei in Ogliastra arriva a malapena a 5000 abitanti). Le loro spese superano il centinaio di milioni di euro totali ( secondo i rispettivi bilanci di previsione: Medio capidano 23 milioni; Carbonia-iglesias 23 milioni; Ogliastra 17 milioni; olbia-tempio 58 milioni) e nel frattempo anche la vecchia provincia di Cagliari ha incrementato i propri costi: 172 milioni dai 133 del 2005.
Ma non c'erano solo i referendum tagliaspese: i sardi si sono pronunciati a favore anche di alcuni i punti "programmatici come l'obbligo di primarie per la scelta dei candidati a presidente di Regione e l'elezione di un assemblea costituente per un nuovo Statuto che possono aprire importanti spazi alla partecipazione democratica e favorire un rapporto più diretto e trasparente del cittadino con le isitutuzioni rappresentative.
mercoledì 2 maggio 2012
Referendum anti province: anche il tribunale di Cagliari respinge il ricorso dell'UPS
Il tribunale di Cagliari respinge anche l'ultimo ricorso contro i referendum anticasta: domenica 6 maggio si voterà regolarmente per tutti e dieci i quesiti, compresi quelli sull'abolizione delle quattro Province regionali istituite nel 2000.
L'ennesimo ricorso dell'Ups (Unione Province Sarde) era stato presentato al Tribunale di Cagliari dopo il pronunciamento del Tar Sardegna che aveva sancito il difetto di competenza del Tribunale amministrativo. Il giudice Maria Teresa Spanu però non ha condiviso l'interpretazione dei ricorrenti: le nuove Province di Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Medio Campidano e Olbia-Tempio nate con legge regionale, sono abrogabili come qualsiasi altra legge regionale con un referendum. Cade così, dunque, l'eccezione di costituzionalità dell'UPS secondo cui per abrogare le nuove province sarebbe stato necessario una procedura legislativa rafforzata. I sardi saranno dunque chiamati a pronunciarsi su 10 quesiti referendari, il 6 maggio prossimo, come stabilito dal decreto del presidente della Giunta Ugo Cappellacci, cinque abrogativi e 5 consultivi; i temi dei quesiti sono l'abolizione delle province ( referendum abrogativo per le nuove province, consultivo per quelle storiche), l'elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie, la riscrittura dello statuto sardo, sull'indennita' spettante ai membri del Consiglio regionale della Sardegna e il rimborso delle spese di segreteria, all'abolizione dei consigli di amministrazione degli Enti strumentali della Regione e alla riduzione del 50% dei consiglieri regionali, ovvero da 80 a 40. Il quorum necessario per conferire validità alla consultazione referendaria è del 33% dei votanti.
venerdì 20 aprile 2012
Si al referendum del 6 maggio sulle province: il Tar respinge il ricorso dell'UPS
Si terranno regolarmente il 6 maggio i quattro referendum per l'abrogazione delle nuove quattro province sarde e per la cancellazione delle province storiche. E' quanto ha deciso il Tar della Sardegna respingendo per incompatibilità il ricorso presentato dall'Unione delle Province sarde (Ups). Nella sentenza i giudici amministrativi accolgono la tesi difensiva della Regione e del comitato promotore secondo cui competente per giurisdizione è il giudicie ordinario. Ma i tempi per presentare un nuovo ricorso non ci sono per cui i cittadini sardi potranno recarsi alle urne nella data già prefissata.
martedì 21 febbraio 2012
A Sassari Napolitano accolto dall'entusiasmo dei giovani e dalle proteste di pastori e partite IVA
A Sassari si è avuto il clou della conclusiva giornata della visita di Napolitano in Sardegna.
Molto intenso l'incontro con le autorità cittadine e con i giovani universitari in occasione delle celebrazioni per il 450° anniversario dell'ateneo sassarese.
Il presidente della Repubblica si è lasciato andare a un bilancio della due giorni sarda: "Il dato che più mi ha colpito è la gravità della crisi economico sociale. Bisogna consolidare ciò che può ancora reggere del passato tessuto produttivo e occupazionale preesistente ma occorre anche andare con coraggio alla ricerca di strade nuove di crescita economico-sociale in Sardegna."
Anche a Sassari contestazioni da parte del popolo delle partite Iva, del movimento Antiequitalia, del movimento pastori sardi ma all'interno del teatro accolto da un lungo applauso soprattuto dai giovani a cui il Capo dello Stato ha risposto dichiarandosi sensibile alla necessità di investire nella cultura per dare loro concrete possibilità di futuro
Molto intenso l'incontro con le autorità cittadine e con i giovani universitari in occasione delle celebrazioni per il 450° anniversario dell'ateneo sassarese.
Il presidente della Repubblica si è lasciato andare a un bilancio della due giorni sarda: "Il dato che più mi ha colpito è la gravità della crisi economico sociale. Bisogna consolidare ciò che può ancora reggere del passato tessuto produttivo e occupazionale preesistente ma occorre anche andare con coraggio alla ricerca di strade nuove di crescita economico-sociale in Sardegna."
Anche a Sassari contestazioni da parte del popolo delle partite Iva, del movimento Antiequitalia, del movimento pastori sardi ma all'interno del teatro accolto da un lungo applauso soprattuto dai giovani a cui il Capo dello Stato ha risposto dichiarandosi sensibile alla necessità di investire nella cultura per dare loro concrete possibilità di futuro
lunedì 20 febbraio 2012
Napolitano a Cagliari tra applausi e contestazioni: " vengo ad ascoltare le richieste dei sardi"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è giunto per la sua visita in Sardegna all'aeroporto di Elmas alle 10, 50. Poi si è trasferito al porto e in via Roma davanti al Municipio dove è stato accolto dagli applausi ma soprattutto da una forte contestazione da parte dei pastori sardi, dal popolo delle partite IVA e dagli indipendentisti a cui non è stato consentito di esporre uno striscione con scritto "Sardinia no est Italia".
Quindi il Capo dello Statosi è trasferito al teatro Lirico per un discorso celebrativo dei 150 anni dell'Unità: davanti all'edificio era presente una delegazione di studenti universitari che chiedono meno soldi per gli armamenti e più investimenti nello studio e il comitato che si batte per la liberazione della cooperante di Samugheo Rossella Urru rapita in Algeria. In quest'occasione Napolitano ha rassicurato di essere venuto anche per ascoltare le richieste dei sardi e i loro problemi :"La Sardegna è una delle realtà maggiormente in crisi nel Paese derivante non solo dalla situazione della finanza pubblica ma anche dal logoramento di un vecchio modello di sviluppo economico. Non è facile gettare le basi per un nuovo sviluppo ma sono qui anche per raccogliere le voci angosciate dei lavoratori che hanno perso l'occupazione o dei giovani che non riescono a trovarlo".
Infine nel pomeriggio Napolitano ha prima ricevuto in prefettura lavoratori e parti sociali, ( si è parlato della mancata attuazione dell'accordo sulle entrate, dello sblocco dei fondi FAS, della crisi industriali e del problema del caro energia) e ha poi incontrato in forma privata all'Hotel regina Margherita i familiari di Rossella Urru accompagnati dal presidente della Regione Cappellacci. Napolitano ha assicurato l'impegno delle autorità italiana e ha detto che vi sono buone notizia giacché è certo che allo stato attuale Rossella sia viva
Quindi il Capo dello Statosi è trasferito al teatro Lirico per un discorso celebrativo dei 150 anni dell'Unità: davanti all'edificio era presente una delegazione di studenti universitari che chiedono meno soldi per gli armamenti e più investimenti nello studio e il comitato che si batte per la liberazione della cooperante di Samugheo Rossella Urru rapita in Algeria. In quest'occasione Napolitano ha rassicurato di essere venuto anche per ascoltare le richieste dei sardi e i loro problemi :"La Sardegna è una delle realtà maggiormente in crisi nel Paese derivante non solo dalla situazione della finanza pubblica ma anche dal logoramento di un vecchio modello di sviluppo economico. Non è facile gettare le basi per un nuovo sviluppo ma sono qui anche per raccogliere le voci angosciate dei lavoratori che hanno perso l'occupazione o dei giovani che non riescono a trovarlo".
Infine nel pomeriggio Napolitano ha prima ricevuto in prefettura lavoratori e parti sociali, ( si è parlato della mancata attuazione dell'accordo sulle entrate, dello sblocco dei fondi FAS, della crisi industriali e del problema del caro energia) e ha poi incontrato in forma privata all'Hotel regina Margherita i familiari di Rossella Urru accompagnati dal presidente della Regione Cappellacci. Napolitano ha assicurato l'impegno delle autorità italiana e ha detto che vi sono buone notizia giacché è certo che allo stato attuale Rossella sia viva
giovedì 16 febbraio 2012
Riforme: in vista delle elezioni meno consiglieri per comuni e province sarde
Taglio dei consiglieri per le elezioni comunali di primavera. A Oristano Il consiglio comunale vedrà ridursi da 40 a 24 membri. Anche a Selargius ed Alghero 24 componenti ( attualemtne l'assemblea è composta da 30 consiglieri). Anche il numero di assessori sarà ridotto a un quarto del numero di consiglieri. Le nuove norme sono state approvate in sede di commissione con un provvedimento di urgenza che sarà poi esaminato dal Consiglio regionale.
Per le province , a Cagliari si prefigura un comissariamento da maggio. Fino ad allora a governare sarà la vicepresidente subentrata al decaduto Graziano Milia. Per le'elezioni del nuovo presidente con le nuove regole appuntamento alla primavera del 2013. I 10 consiglieri provinciali invece verranno scelti dai comsigli comunali del territorio.
Per le province , a Cagliari si prefigura un comissariamento da maggio. Fino ad allora a governare sarà la vicepresidente subentrata al decaduto Graziano Milia. Per le'elezioni del nuovo presidente con le nuove regole appuntamento alla primavera del 2013. I 10 consiglieri provinciali invece verranno scelti dai comsigli comunali del territorio.
venerdì 10 febbraio 2012
Via libera ai referendum regionali per l'abrogazione delle province e i costi della politica
L'ufficio regionale per i referendum ha esaminato e dato il via libera a tutti i 10 quesiti proposti dal comitato per Cambiare la Sardegna". Tra questi, 5 sono per l'abrogazione della province ( quattro abrogativi per la cancellazione delle nuove province, uno consultivo per l'eliminazione delle province tradizionali di Cagliari Sassari, Nuoro e Oristano); gli altri riguardano la riscrittura dello Statuto attraverso un'assemblea costituente da eleggere a suffragio universale, la cancellazione di enti e agenzie regionali, la riduzione a 50 del numero di consiglieri regionali, primarie per l'elezione del presidente della Regione. Secondo la legge le consultazioni dovranno tenersi in una domenica compresa nel periodo tra il 1 aprile e il 10 giugno. Soddisfazione nel comitato promotore che annovera tra le sue fila oltre 700 amministratori degli enti locali. "Questi referendum potranno cambiare davvero la politica in Sardegna, semplificando il sistema istituzionale e mettendo di nuovo al centro i cittadini" ha affermato il leader dei riformatori Massimo Fantola.
martedì 7 febbraio 2012
Per Cappellacci positivo l'incontro con Monti. Ma il Pd bacchetta il governatore
Il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha presentato in consiglio regionale la relazione sull'incontro della settimana scorsa con il presidente del Consiglio Monti evidenziando i punti oggetto del confronto: vertenza entrate, fondi Fas, trasporti, crisi industriale, rapporti federali tra Stato e Regione.
Secondo Cappellacci il primo incontro è stato positivo: non ci si potevano attendere risposte immediate ma il fatto che il governo sia appoggiato dalla maggior parte delle forze politiche presenti in Parlamento resta un'opportunità da cogliere.
Ben diverso il punto di vista del capogruppo del PD Gianpaolo Diana che ha accusato Cappellacci di non aver rappresentato a Monti le reali difficoltà in cui versa il sistema economico e sociale della Sardegna. Invece secondo Pierpaolo Vargiu dei Riformatori l'opposizione di centrosinistra resta incapace di avanzare proposte concrete.
Secondo Cappellacci il primo incontro è stato positivo: non ci si potevano attendere risposte immediate ma il fatto che il governo sia appoggiato dalla maggior parte delle forze politiche presenti in Parlamento resta un'opportunità da cogliere.
Ben diverso il punto di vista del capogruppo del PD Gianpaolo Diana che ha accusato Cappellacci di non aver rappresentato a Monti le reali difficoltà in cui versa il sistema economico e sociale della Sardegna. Invece secondo Pierpaolo Vargiu dei Riformatori l'opposizione di centrosinistra resta incapace di avanzare proposte concrete.
sabato 24 dicembre 2011
Graziano Milia decaduto da presidente della provincia di Cagliari dopo la condanna definitiva per abuso d'ufficio
Dopo la condanna in via definitiva a un anno e 4 mesi per abuso di ufficio, il già dimissionario presidente della provincia di Cagliari ed esponente del PD Graziano Milia risulta decaduto dall'ufficio in virtù dell'interdizione dai pubblici uffici prevista per la stessa durata della pena principale. La condanna di Milia riguarda una serie di provvedimenti, ( assegnazione gratuita di terreni comunali, concessioni edlizie e autorizzazioni paesaggistiche in violazione alla legge) compiuti tra il 2000 e il 2003 quando ricopriva la carica di sindaco di Quartu Sant'Elena. Milia verrà sostituito ad interim dal vice presidente della Giunta provinciale Angela Quaquero fino alle prossime elezioni che avverranno con le modalità previste dalla manovra Monti ( cioè elezioni del solo presidente della provincia, del Consiglio provinciale con massimo di 10 membri e l'abolizione della Giunta provinciale secondo quanto stabilirà una legge da approvare entro il 31 dicembre 2012)
sabato 10 dicembre 2011
Il movimento referendario sardo raggiunge 5000 firme per i suoi dieci quesiti
Il movimento referendario sardo ha annunciato di aver già raccolto 5000 firme per i dieci referrendum che a detta dei promotori "cambieranno la Sardegna". L'obiettivo è raddoppiare il numero di sottoscrizioni prima di Natale. I dieci quesiti riguardano l'abolizione delle Province e della legge regionale che determina il numero e l'indennita del consiglieri regionali (referendum abrogativi); l'abrogazione del voto segreto in Consiglio regionale, dei consigli di amministrazione degli enti regionali, e l'elezione di un'assemblea costituente per la scrittura del nuovo Statuto dell'autonomia (referendum consultivi).
mercoledì 26 ottobre 2011
Equitalia mette a rischio 70 mila imprese sarde
70 mila imprese sarde indebitate nei confronti di Equitalia per un totale di 4 miliardi di euro. L'isola rischia il tracollo economico. E' quanto denuncia il deputato del PDL Mauro Pili in un interrogazione urgente. Secondo Pili è necessario dichiarare al più presto lo stato di crisi per la Sardegna e sospendere tutti quei provvedimenti di riscossione inficiati da gravi vizi di illegittimità. Inoltre per l'ex presidente della Regione devono essere ridotti i compensi sovradimensionati a favore a di Equitalia e eliminati gli oneri accessori che aggravano il già insopportabile peso per il contribuente
Etichette:
economia,
parlamento,
Pili,
politica
domenica 16 ottobre 2011
I contrasti tra Cappellacci e Nizzi nel PDL
Il Pdl sardo si spacca sulla presenza dei finiani di FLI all'interno della maggioranza. Si batte per un loro recupero il presidente della regione Cappellacci,mentre resta nettamente contrario il coordinatore regionale del partito Settimo Nizzi che minaccia anche di rivolgersi a Roma al segretario Alfano per ristabilire la coerenza con la linea nazionale del partito.
Il presidente della Regione però si fa forza del mandato popolare ricevuto e dichiara di essere intenzionato a proseguire sulla linea del dialogo con i finiani perchè "il mio compito è di governare la Sardegna". Una patata bollente che nel PDL si aggiunge alle altre tendenze frondiste presenti a livello nazionale
Il presidente della Regione però si fa forza del mandato popolare ricevuto e dichiara di essere intenzionato a proseguire sulla linea del dialogo con i finiani perchè "il mio compito è di governare la Sardegna". Una patata bollente che nel PDL si aggiunge alle altre tendenze frondiste presenti a livello nazionale
sabato 15 ottobre 2011
Cappellacci si riduce l'indennità a un euro
Una delibera della Giunta regionale ha ridotto da 3000 euro a un euro lordo l'indennità di carica che il presidente della Regione Cappellacci percepirà fino alla conclusione del suo mandato. L'indennità non viene del tutto azzerata perchè la legge non prevede la possibilità di rinunciarvi, ma il suo importo viene limitato a una cifra simbolica
Voglio vedere i lati positivi di disponibilità a ridurre i costi della politica in questo gesto di Cappellacci che però non va neppure enfatizzato per evitare insidiose tendenze demagogiche. Infatti rinunciare di fatto all'indennità è un qualcosa che possono fare solo i ricchi. L'indennità serve a garantire che il ruolo istituzionale venga ricoperto al riparo da indebite pressioni economiche esterne e quindi venga assicurata la necessaria indipendenza. Se non ci fossero le indennità solamente i poteri forti potrebbero permettersi di avere i propri rappresentanti foraggiandone dall'esterno l'operato
Voglio vedere i lati positivi di disponibilità a ridurre i costi della politica in questo gesto di Cappellacci che però non va neppure enfatizzato per evitare insidiose tendenze demagogiche. Infatti rinunciare di fatto all'indennità è un qualcosa che possono fare solo i ricchi. L'indennità serve a garantire che il ruolo istituzionale venga ricoperto al riparo da indebite pressioni economiche esterne e quindi venga assicurata la necessaria indipendenza. Se non ci fossero le indennità solamente i poteri forti potrebbero permettersi di avere i propri rappresentanti foraggiandone dall'esterno l'operato
L'assemblea sarda approva la riduzione di venti consiglieri regionali. Il contentino è servito
Il consiglio regionale sardo ha approvato la legge che riduce il numero dei consiglieri da 80 a 60. Il risparmio preventivato è di cinque milioni di euro annui. La proposta dovrà poi essere approvata dal parlamento nazionale in una doppia lettura giacchè la norma introduce delle modifiche allo Statuto che è legge di grado costituzionale.
La proposta resta insufficiente non solo perché 60 consiglieri sono un numero ancora eccessivo per una regione poco popolata come la Sardegna. Il problema dei costi e dell’efficienza della politica richiede interventi molto più incisivi e non ci si può limitare ai contentini. La macchina istituzionale della regione continua a essere lenta nel prendere decisioni e ausare male le risorse a sua disposizione. Resta il nodo delle otto province, se non da tagliare, quantomeno da accorpare, . Rimangono pochi e mal pubblicizzati i canali di partecipazione e di controllo dei cittadini alla vita delle istituzioni regionali.
La proposta resta insufficiente non solo perché 60 consiglieri sono un numero ancora eccessivo per una regione poco popolata come la Sardegna. Il problema dei costi e dell’efficienza della politica richiede interventi molto più incisivi e non ci si può limitare ai contentini. La macchina istituzionale della regione continua a essere lenta nel prendere decisioni e ausare male le risorse a sua disposizione. Resta il nodo delle otto province, se non da tagliare, quantomeno da accorpare, . Rimangono pochi e mal pubblicizzati i canali di partecipazione e di controllo dei cittadini alla vita delle istituzioni regionali.
sabato 1 ottobre 2011
Il Consiglio regionale sardo dice no al taglio dei consiglieri. Tutto rinviato alla Statutaria
L'assemblea regionale sarda con voto segreto, 32 sì ( per lo più del centrodestra ma ci sono stati almeno 7 franchi tiratori del centrosinistra) e 24 no, ha respinto la proposta di riduzione del numero di consiglieri regionali da 80 a 50 rinviando il taglio dei seggi ad un'altra legge regionale prevista dall'articolo 15 dello Statuto. Un rinvio che somiglia tanto a un tentativo di congelare la proposta per mantenere inalterata la composizione dell'assemblea legislativa e far passare questo periodo in cui l'opinione pubblica chiede consistentemente un taglio dei costi della politica. Quando si tratta di giungere al dunque la sbandierata volontà riformatrice tanto sbandierata negli ultimi mesi dai politici sardi si arresta dinanzi alla logica del mantenimento dei propri privilegi.
Iscriviti a:
Post (Atom)